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Giganteggia nel tempo l’ingegno multiforme di Tony Williams

Di Steven Delli Zuani, 19.03.14 Il disco della settimana

Parlare di Tony Williams vuol certamente dire parlare di uno dei piu precoci geni musicali della storia del Jazz, nato a Chicago e cresciuto a Boston ha cominciato gli studi musicali in tenera età sotto la guida del padre sassofonista e con Alan Dawson, batterista Jazz. Iniziò da adolescente a suonare con il sassofonista Sam Rivers. Nel 1962 si stabilì a New York, dove cominciò a esibirsi con il sassofonista Jackie McLean. Tony Williams è indissolubilmente legato al quintetto di Miles Davis di cui entrò a far parte nel 1963 a soli 17 anni. Impossibile non riconoscere  a Williams genio musicale e innovazione strumentale che ha saputo trascendere il ruolo che la  batteria ha avuto nel Jazz. Dotato di uno stlile inconfondibile ed una incomparabile gamma espressiva, Williams ha fatto parte per sette anni del quintetto di Miles Davis, gruppo quest’ultimo che ha letteralmente innovato il Jazz e la musica del 900. Nel 1969 crea il suo trio fusion Lifetime con John McLaughlin alla chitarra e Larry Young all'organo, formazione in cui si fondono interesse per l’avanguardia,  funk, psychedelic rock, hard bop, blues e free jazz. Questo primo album, quando usci nel 1969 fu completamente ripudiato dalla critica musicale e dalla comunità Jazz, oggi è considerato  uno dei primi album che ha catalizato e ispirato la musica catalogata oggi come Jazz Fusion.

Una delle prime domande che ci si pone ascoltando Emergency, è Jazz o Rock? L’ingrediente essenziale su cui si sviluppa Emergency è la spontaneità solistica del Jazz, la natura “eretica” di questo lavoro si basa su un intreccio di conversazioni simultanee di Williams con se stesso e la chitarra di John Mc Laughlin, tra i due c’è una sinergia esplosiva di adrenalina. Non c’è basso, le linee di basso sono suonate da Larry Young con i pedali dell organo Hammond, atmosfere angoscianti  create con un suono non patinato che trasuda di dissonanze create da McLauglin e Young, un suono che che colora le pareti di costruzioni musicali piene di suspense e per nulla prevedibili, il suono dell’organo è stupefacente e ricco di armonici, linee di basso soli, e un’universo di colori incredibile, Young usa l’organo Hammond come un sintetizzatore. I suoi soli sono impregnati  di tessiture Jazz su cui si sovrappone la voce di Tony Williams e il suo drumming esplosivo.



Nonostante oggi il disco possa suonare datato, nel 1969 quando fu publicato era assolutamente innovativo e all’avanguardia, una proposta musicale senza compromessi. Le influenze musicali di Williams e compagni si sentono, è un universo che spazia da Jimi Hendrix, ai Cream, al freejazz, al R&B, atmosfere eletriche che si ritrovano solo in “In a silent way”di Miles Davis publicato lo stesso anno qualche mese prima di Emergency.
La natura di questo lavoro é un riflesso del suo tempo, la colonna sonora della fine degli anni sessanta era dominata dal Rock, i musicisti esploravano nuove dimensioni. Un'epoca di grandi cambiamenti, la segregazione razziale era stata abolita negli Stati Uniti, si promuoveva l’uguaglianza delle razze, nuove ideologie da oriente approdavano nel mondo occidentale, sostituendo lentamente la moralità di una società basata su un pensiero cristiano che, all'epoca, dominava tutte le norme etiche e morali.



Non ci sono veramente parole per esprimere la genialità di questo album, come non ci sono parole che danno giustizia a questa performance se non un ascolto aperto. Questo è un disco che ha messo sottosopra il mondo del Jazz, stabilendo ancora una volta -come fatto più volte da molti aritsti- un nuovo approccio al genere. 


La musica ha la sua fonte nel nucleo più profondo dell'uomo.


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