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Papà mi fai un maglione?

Di Alma, 29.03.14 Curiosando

Prima della rivoluzione industriale la lavorazione della maglia era un’attività economica importante svolta dagli uomini. Ma ancor oggi in alcuni luoghi della terra, come sull’isola Taquile del  lago di Titicaca, gli uomini  continuano a produrre capi lavorati a mano lasciando alle donne  l’attività della filatura.

Gli uomini iniziarono ad intrecciare fibre con le dita probabilmente già nel Neolitico, per poi usare dei ferri in metallo nell’era del bronzo e del ferro. La tecnica è quindi più antica della tessitura e del cucito.

Abiti fatti a maglia sono stati usati nell’antico Egitto dai sacerdoti, come testimoniano dipinti e sculture e, con ogni probabilità, la tunica di Gesù d’un sol pezzo, senza cuciture e tessuta da cima in fondo senza interruzione, era fatta a maglia.

Sono state ritrovate statue greche che sembrano indossare maglioni come quelli portati al giorno d’oggi. Prevalentemente la lavorazione era a coste, 3 diritti e 3 rovesci o 7 diritti e 7 rovesci, assegnando a questi numeri e, conseguentemente ai capi, poteri magici.

Furono i marinai, prima fenici, egizi e siriani e poi altri ancora che diffusero, nel corso dei secoli, l’arte della maglieria portata poi nel nuovo mondo dagli inglesi.

Immagine: quinet-flickr


Mi piace il verbo sentire. Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore. Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente. Alda Merini

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