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Perché diciamo le bugie?

Di Ivo Carrozzo, 02.04.14 Curiosando

Siamo tutti bugiardi. Iniziamo sin da piccoli e lo facciamo spesso, praticamente più volte al  giorno. Si tratta di un comportamento innato che utilizziamo anche per prevalere su altre persone ed è necessario persino alla nostra sopravvivenza. Naturalmente non ci riferiamo a pratiche esagerate o compulsive, ma alle bugie a fin di bene. Infatti, se per la maggior parte del tempo diciamo la verità, talvolta abbiamo invece la necessità di dire qualche piccola bugia, ad esempio per evitare che una persona rimanga offesa oppure per comodità o per non intaccare rapporti di amicizia, famigliari o di lavoro. Quindi è bene imparare a farlo con intelligenza e stile, soprattutto se ne si fa il proprio mestiere.

Gli scrittori, ad esempio, non sono forse dei romantici bugiardi? Si inventano tutto: personaggi, luoghi, avvenimenti. Narrano di cose che non sono mai successe. Come il curiosando di ieri, “Un pesce di nome Anja”. Un articolo su un pesce d’aprile, il quale è a sua volta un pesce d’aprile.

Infatti, tanto per cominciare, il 1.aprile 2007 era una domenica, giorno in cui le banche sono chiuse, mentre Liggaborg non esiste e si potrebbe tradurre con “castello di bugie”. È inventata anche la Ford Kymera e già il nome la dice tutta. Infine, Öga in svedese significa “occhio”. Ora che lo sapete, da Pynn Öga a… Pinocchio il passo è breve.

Peraltro chi si inventa bufale o dissimula evidenze scomode, conta sulla complicità della psiche umana: ci sono storie così brutte, che noi umani fatichiamo a credere vere. Altre, invece, sono così belle, che vorremmo tanto che lo fossero. Malgrado vi sia sorto qualche dubbio sulla veridicità dell’articolo, non avete pensato o sperato che la vicenda di Pynn e Anja, simpatica, curiosa e a lieto fine, fosse davvero accaduta?


“Se lo puoi sognare, lo puoi fare.” - Enzo Ferrari / “Però ti servono tanti soldi e un garage molto largo.” - Ivo Carrozzo


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