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La porta magica del giardino che non c’é più

Di Alma, 08.04.14 Curiosando

In piazza Vittorio Emanuele II a Roma, all’angolo settentrionale dei giardini, è visibile una Porta chiamata Magica, Ermetica o Alchemica.

La leggenda narra che nel 1655, per una sola notte,  un pellegrino dimorò nel giardino della villa del marchese Palombara  a Roma sul colle Esquilino. Il misterioso personaggio era  alla ricerca di un’erba misteriosa che sarebbe servita a produrre l’oro,  ma, il mattino seguente, egli  scomparve per sempre attraverso la porta che delimitava il giardino lasciando dietro di sé, sparse sul terreno, alcune pagliuzze d’oro e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici.

Il marchese, non riuscendo a decifrare il manoscritto, fece incidere, sulle cinque porte della villa e sui muri della dimora, il contenuto del manoscritto coi simboli e gli enigmi nella speranza che un giorno qualcuno fosse riuscito a decifrarli.

Solo una porta è arrivata al giorno d’oggi, ma non porta più al giardino, anzi, é stata murata e ai lati sono stati posti due guardiani corpulenti che rappresentano il dio BES, divinità egizia, quasi ad impedire a chiunque di decifrare la formula magica che tramuta un vile metallo in oro.


Mi piace il verbo sentire. Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore. Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente. Alda Merini

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