Aloe blacc lift yout spirit

Lift Your Spirit: l'ultima fatica di Aloe Blacc

Di Gabriele Scanziani, 09.04.14 Il disco della settimana

Capita spesso, troppo spesso a dire il vero, un buon cantante passa inosservato per via di molti motivi, anche i più sciocchi a volte. Per quanto riguarda Aloe Blacc, non è totalmente così in realtà. L’artista non è passato inosservato, qualche anno fa -nel 2010 per essere precisi- il singolo “I Need a Dollar” aveva attirato l’attenzione dei media e degli addetti ai lavori. Il timbro caldo e quella “pasta” soul nella voce aiutano a distinguerlo in fretta dalla pletora di voci pop più o meno plastificate.



Nondimeno, alle nostre latitudini, questo pare non bastare. In questi 3 anni Aloe Blacc non è stato di certo fermo, ha registrato un nuovo album e pubblicato diversi singoli di successo, fra cui la fortunata hit “Wake Me Up”, dove il Nostro presta la voce al produttore Svedese Avicii. Nonostante ciò, in pochi riconoscono immediatamente Aloe Blacc, associandone il volto al nome.
Vi sono diversi casi nella musica in cui delle voci fuori dal comune passavano inosservate, spesso anche per via di alcune scelte musicali. Nel caso di Aloe Blacc l’album, anziché innalzare lo spirito, rischia di abbassare il morale. Il suono retrò, che ammicca agli anni ’70, è una caratteristica del gusto di Blacc, ma ascoltando il disco per intero, quest’atmosfera vintage sembra più un ostacolo che una pedana di lancio.



DJ Khalil, produttore che di solito apprezzo, firma la maggior parte delle canzoni contenute nell’album, ben 8 tracce su 11. Purtroppo la sua scelta musicale è semplice quanto banale, enfatizzando il gusto per il suono degli anni Settanta di Blacc, pare che il cantante voglia imitare qualche voce di quell’epoca, perdendoci sia nell’impatto che nell’originalità. L’unico brano in grado di sfuggire a questa legge che permea l’intero disco è “The Man”, sarà forse il risultato di un lavoro di più autori, fra cui anche Bernie Taupin ed Elton John, o forse più semplicemente si tratta del brano più completo dal punto di vista compositivo, fra quelli proposti da DJ Khalil.
Di tutt’altra natura invece “Love Is The Answer”, canzone che permette al Nostro di esprimersi al massimo, senza rinunciare a quel gusto ormai scomparso nell’odierna discografia. Pharrell Williams firma una produzione che è un vero e proprio capolavoro, proponendo una linea di basso che è un vestito fatto a mano e che, grazie alla finezza nella cucitura, contiene e amplifica tutti gli elementi musicali, dalle trombe alle percussioni.

Il disco nel suo intero risulta piacevole, ma musicalmente ci si aspetterebbe qualcosa di più che una semplice rivisitazione di quelle sonorità che già fecero la storia di un’epoca nella musica black.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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