Bimbo curioso flickr  wagner t. cassimiro aranha

Perché siamo curiosi?

Di Steven Delli Zuani, 11.04.14 Curiosando

Forse prima di definire la curiosità ammesso che sia possibile dare una definizione univoca, è un esercizio utile chiedersi quando siamo curiosi. E perché. Quando dobbiamo attraversare una strada e guardiamo a sinistra e poi a destra siamo forse curiosi? O è piuttosto una necessità per proteggerci dal pericolo? Senza dubbio il bisogno di conoscere quindi di sapere è legato ai sensi dell’udito, della vista ecc. e spesso ha un’utilità pratica, una necessità, ma non solo: il bisogno di sapere per capire ha un valore in se stesso e non sempre in vista di qualcosa.

Nietzsche, disse: “forse anche nel famoso amore materno v’è una buona parte di curiosità”. E forse non ha tutti i torti se pensiamo al significato latino di curiosità: “prendersi cura, avere premura”. In questo caso potremmo azzardarci a dire che la curiosità significa anche osservare meglio andando oltre l’apparenza delle cose, andare oltre se stessi. In effetti non prestare attenzione e non avere curiosità per ciò che ci circonda è un po’ come pensare che noi siamo solo ciò che è racchiuso all'interno della nostra pelle, quando forse il mondo intero è il nostro corpo. Ripensando a quanto ha detto Nietzsche, la curiosità è senz'altro prendersi cura  anche di noi stessi.
La curiosità non è uno stato passivo della mente, forse la curiosità è uno degli ingredienti essenziali di quel processo misterioso che è la creatività, legata ai nostri sensi, emozioni e sentimenti. Percepirsi come separati da tutto è un’illusione.

Immagine:  Flickr- Wagner T. Cassimiro Aranha


La musica ha la sua fonte nel nucleo più profondo dell'uomo.


Scritti: 10 articoli