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Il resto è mancia

Di Ivo Carrozzo, 12.04.14 Curiosando

Siamo abitualmente propensi a credere che una mancia al cameriere, al facchino o al parcheggiatore per il buon servizio reso sia un gesto che nobilita chi la elargisce e gratifica chi la riceve. La maggior parte delle volte è proprio così. Tuttavia, non di rado, ci capita di essere assaliti da qualche dubbio.

Succede a volte con figure professionali con cui non abbiamo mai avuto a che fare prima d’ora o, più spesso, quando ci troviamo in un paese di cui non conosciamo bene usanze ed abitudini. E così, con non poco imbarazzo, iniziamo a porci le classiche domande: devo o posso dare la mancia? E quanto devo dare? Quindi è bene informarsi, prima di fare figuracce con un gesto che voleva solo esprimere generosità.

Sappiate ad esempio che negli Stati Uniti, al ristorante, la mancia è obbligatoria ed ammonta a circa il 15-20% del conto pagato. Questo perché in quella nazione alcuni lavoratori sono detti “tipped” e ciò significa che buona parte del loro stipendio è costituito da mance. Addirittura, in altri paesi come l’Egitto o il Messico la mancia è l’unica fonte di reddito, ad esempio per alcuni  lavoratori del settore turistico.

Documentatevi ancor di più, invece, prima di decidere se dare una mancia in paesi come Giappone, Polinesia, Tailandia, Cina, Nuova Zelanda o Australia. Spesso è considerato un insulto e  non la prenderebbero molto bene.


“Se lo puoi sognare, lo puoi fare.” - Enzo Ferrari / “Però ti servono tanti soldi e un garage molto largo.” - Ivo Carrozzo


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