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Coincidenze o premonizioni?

Di Ivo Carrozzo, 17.04.14 Curiosando

Le coincidenze che legano la tragedia del Titanic alle vicende narrate invece nel racconto di fantasia “Futility”, che lo scrittore Morgan Robertson aveva scritto ben 14 anni prima del famoso naufragio, sono sicuramente inquietanti. Ma ad infervorare le speculazioni paranormali sull’esistenza di varchi temporali che permettano visioni premonitrici si aggiunge lo strano aneddoto di cui è protagonista anche un altro scrittore, peraltro molto noto. Stiamo parlando di Edgar Allan Poe e del suo racconto intitolato “La storia di Arthur Gordon Pym”.

Il racconto fu pubblicato nel 1838 e lo scrittore affermò essersi ispirato a fatti realmente accaduti. Il che corrisponde al vero solo parzialmente, dato che questi sarebbero avvenuti solo 46 anni dopo.

Ad un certo punto il racconto narra di  una nave alla deriva, dei suoi ultimi quattro superstiti  e della loro decisione estrema di estrarre a sorte il nome di uno di essi, con il metodo della pagliuzza. Questo sarebbe poi stato cannibalizzato per permettere agli altri tre di sopravvivere. Nel racconto, il nome dello sfortunato è Richard Parker.

46 anni dopo, nel mondo reale, su una scialuppa, quattro naufraghi decidono di estrarre a sorte con lo stesso metodo il compagno di sventura da sacrificare per la loro sopravvivenza. Il suo nome? Richard Parker.

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“Se lo puoi sognare, lo puoi fare.” - Enzo Ferrari / “Però ti servono tanti soldi e un garage molto largo.” - Ivo Carrozzo


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