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Auto che vanno da sole: i trucchi del cinema

Di Ivo Carrozzo, 20.04.14 Curiosando

Grazie alla tecnologia di cui disponiamo oggi, un’auto capace di guidarsi da sola non desta più clamore. Sebbene ancora in fase di studio, esistono auto in grado di muoversi da sole nel traffico e addirittura di esibirsi in derapate controllate su piste da corsa, meglio di come farebbe un pilota.

Ma il sogno dell’auto che va da sola ha radici anche nel cinema, il quale ci ha narrato di auto bizzarre, indemoniate o ipertecnologiche capaci di muoversi da sole. Facile oggi, con la computergrafica, far muovere Bumblebee, la Camaro gialla della saga di “Transformers”, e persino trasformarla in robot. Ma in passato, che espedienti venivano usati?

Per muovere KITT, nel telefilm “Supercar”, il pilota era letteralmente camuffato da sedile: la particolare forma di quest’ultimo, gli permetteva di guardare attraverso una fessura nel poggiatesta. Più o meno lo stesso espediente è stato usato durante le riprese di “Un maggiolino tutto matto” per guidare Herbie, solo che in quel caso lo stuntman per avere sufficiente visuale utilizzava una telecamera. Più facile, invece, animare la Plymouth Fury nel film “Christine La Macchina Infernale”, dato che i suoi vetri in alcune scene erano oscurati per renderla ancora più cattiva. Tuttavia nella scena in cui insegue una vittima, completamente avvolta dalle fiamme, lo stuntman dovette respirare con delle bombole perché il fuoco gli rubava tutto l’ossigeno nell’abitacolo. 

Immagine: PlymouthFuryChristine_ivocarrozzo


“Se lo puoi sognare, lo puoi fare.” - Enzo Ferrari / “Però ti servono tanti soldi e un garage molto largo.” - Ivo Carrozzo


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