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I vampiri non esistono. Anzi, si!

Di Ivo Carrozzo, 02.05.14 Curiosando

Come è noto, molte figure mostruose protagoniste di leggende popolari o racconti e film dell’orrore sono ispirate alla realtà. Quest’ultima ha fornito spunti creativi anche a Bram Stoker per il concepimento del suo famoso Dracula, durante lo studio di una rara malattia ereditaria del sangue: la porfiria eritropoietica congenita, detta anche Morbo di Gunther.

Infatti i malati di questo male a volte presentano sintomi che comprendono sensibilità ai raggi ultravioletti i quali possono anche creare ustioni alla pelle,  canini sviluppati e di colorazione rossastra in conseguenza di un difetto enzimatico, occhi neri e iniettati di sangue  e  pallore dovuto a forte anemia. Persino la repulsione  per l'aglio sembra si possa spiegare con un aumento di agenti tossici determinati da quest’ultimo.

Molto spesso i sintomi di questa malattia sono in grado di ledere il sistema nervoso, creare stati confusionali, e addirittura indurre un coma profondo. I malati quindi potevano facilmente essere dati per morti e posti nelle bare, per poi osservare il loro risveglio da uno  stato di morte apparente.

Attualmente tra i rimedi contro alcune forme di questo male vi è il trapianto di midollo osseo mentre fino  alla seconda metà dell’ottocento, la ricetta preferita prescritta dai medici era quella di… bere sangue.

Drammatizzando questi sintomi, Stoker ne fece i tratti caratteristici e terrificanti del suo Dracula.

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