Tanya dawn   flickr

Pronto, chi parla… per primo?

Di Ivo Carrozzo, 12.05.14 Curiosando

È davvero un fatto curioso, che sino ad oggi non si sia in grado di attribuire in modo autorevole la vera paternità all’invenzione del telefono, sebbene questa risalga ad appena 150 anni fa. Per molto tempo, sulle enciclopedie, alla voce “telefono” veniva associato il nome dell’americano Alexander Graham Bell. Tuttavia, successivamente, il merito di questa invenzione venne riconosciuto all’italiano Antonio Meucci.

Difatti risulta che Bell sia stato il primo a depositare il brevetto relativo all’invenzione, peraltro in modo fraudolento, dopo aver rubato l’idea allo stesso Meucci.

Ma da poco, ad inserirsi nella diatriba è anche un altro italiano, il valdostano Innocenzo Manzetti. Viene infatti riportato, che Manzetti abbia precorso con largo anticipo sia Meucci che Bell, realizzando un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza il suono della voce, presentandolo alla stampa già nel 1865. La notizia ottenne molto risalto, data la sensazionale scoperta. Ma a causa degli alti costi dei brevetti, nemmeno lui ebbe la possibilità di assicurarsi la paternità dell’invenzione. Inoltre, la sua prematura morte, avvenuta all’età di 51 anni, quindi poco prima che Bell si aggiudicasse il brevetto, gli impedirono di imporsi e rivendicare i meriti della sua scoperta.

Comunque siano andate le cose, non possiamo non rimanere meravigliati dallo sviluppo tecnologico che seguì quelle invenzioni.

Immagine: Tanya Dawn - flickr


“Se lo puoi sognare, lo puoi fare.” - Enzo Ferrari / “Però ti servono tanti soldi e un garage molto largo.” - Ivo Carrozzo


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