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Blue Valentine

Di Ester Pasquato, 22.09.14 24 Fotogrammi

  Una pellicola che rappresenta come, attraverso un doloroso itinerario, i due protagonisti, Cindy e Dean, arrivino a prendere coscienza del risultato a cui il loro amore è infine approdato. Lo spettatore viene dolcemente inserito in un quadro familiare di cui, fin dalle prime scene, percepisce la tensione latente tra un padre affettuoso ma tendenzialmente “bohémien” e una madre-medico troppo irritabile nei confronti di quel contesto di cui dovrebbe essere gioiosa protagonista. La parabola, dal valore tristemente universale, è quella che conduce dalla prima entusiastica fioritura al progressivo inaridimento di un sentimento genuino sancito poi dalla forza del giuramento matrimoniale.


  Nella camera futuristica di un motel, circonfusa di quella luce azzurrina che tingerà i pensieri e i ricordi che si intrecciano vorticosamente, ispirando tra l’altro il titolo del film, Dean compie l’estremo tentativo di ricomporre la lacerazione che come una voragine lo sta ormai allontanando da sua moglie. “Devi stare attenta a scegliere la persona di cui ti innamori”- è l’insegnamento della nonna che pare fin dal principio velare sotto l’incombenza di un inesorabile fato la nascente storia della bionda fanciulla – “ma ne vale sempre la pena”, a patto di riporre la necessaria fiducia in se stessi e nei sentimenti che si stanno vivendo. Attraverso un passato di colori tenui ed emozioni ancora pervase di quell’aromatica freschezza che caratterizza la gioventù, ripercorriamo così le diverse tappe che, attraverso una serie di trasformazioni fisico-emotive mai forzate grazie anche alla mirabile naturalezza interpretativa dei protagonisti, sfoceranno nell’esplosiva conferma di tutti gli impercettibili, quanto pericolosi, segnali disseminati nel precedente percorso.


  Un film che, pur narrando la naturale quanto comune evoluzione del più fragile forse dei rapporti umani, proprio perché si fonda sull’illusione di un’eternità che a nulla di umano è concessa, non scade mai nel banale inducendoci invece a una profonda rivisitazione del nostro stesso animo.


Dimmi, o luna: a che vale al pastor la sua vita, la vostra vita a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, il tuo corso immortale?

esteroula_p@hotmail.com
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