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La macchina di Antikythera: un oggetto fuori dal tempo?

Di Ivo Carrozzo, 16.06.14 Curiosando

Il più antico calcolatore meccanico sino ad ora scoperto è la macchina di Antikythera, la cui datazione risale intorno al 150-100 a.C. Il suo nome deriva dal luogo del suo ritrovamento, avvenuto nel 1902 nei pressi dell’isola di Antikythera, tra il Peloponneso e Creta.

La sua scoperta, a quel tempo, destò subito molta meraviglia dato che la complessità del meccanismo non fu reputata compatibile con le conoscenze tecnologiche di un’epoca così remota. Questo perché, da un lato, presentava soluzioni tecniche d’avanguardia e dall’altro, si supponesse che gli antichi greci o romani non disponessero di nozioni di astronomia e calcolo così avanzate.

Infatti erano proprio queste le funzioni del meccanismo. A dispetto di ulteriori speculazioni, si tratta semplicemente di un planetario, azionato da ruote dentate, capace di calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi e i giorni della settimana. Addirittura, il sofisticato marchingegno, secondo recenti approfondimenti, sarebbe stato in grado di calcolare anche le date dei giochi olimpici. Pur non trattandosi quindi di un meccanismo di origine aliena capace di aprire varchi spazio-temporali, è sicuramente di un’ingegnosità tale da destare stupore ancora oggi.

La macchina di Antikythera è conservata presso il Museo archeologico nazionale di Atene e nel frattempo è stato possibile, sebbene dopo vent’anni di ricerche e studi, ricostruirne una copia perfettamente funzionante e svelarne gli ultimi segreti.

Immagine: MacchinaDiAntikythera_wikimedia

Immagine meccanismo ricostruito: Marsyas - wikimedia


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