Deadmau5 while cover

Electronic Dance Music: la visione del topo morto

Di Gabriele Scanziani, 20.08.14 Il disco della settimana

Dopo aver girato con successo l'Australia quest'anno grazie al Future Music Festival e dopo aver stuzzicato la curiosità di molti con il nuovo materiale presentato durante i suoi ultimi live, esce  con il suo ultimo sforzo a due anni di distanza dall'album del 2012 che gli aprì letteralmente le porte dell'olimpo.

Il settimo album, intitolato "While (1 <2)" è in un certo senso un disco a due facce, sviluppato quindi su due fronti. Da un lato abbiamo una ricca sezione di brani originali, in cui traspare una mutazione nel suono. Un cambiamento verso una direzione che fosse più simile a quello che dell'EDM viene passato in radio e quindi, inevitabilmente, un suono meno caratteristico, in parte meno deadmau5.



Oltre agli originali, troviamo l'infinita lista di collaborazioni e remix con artisti tra cui Colleen D'Agostino, Nine Inch Nails e How To Destroy Angels. Questo è senza dubbio un disco anomalo da parte del Nostro, ma come naturale conseguenza della diversità maturata da Deadmau5, si viaggia da un genere all'altro come i pirati da nave a nave, facendosi cullare dal ritmo ipnotico del Nostro che fa vivere inevitabilmente un'esperienza emotiva all'ascoltatore.

Il Deadmau5 artisticamente evoluto si è mosso con la furbizia dell'artista stagionato, mettendo qualcosa per tutti i gusti musicali, anche se non è questa la sua vera forza.

Facendo un passo indietro si capisce però che va accettata l'innata capacità del Nostro di evolvere e presentare concetti ed elementi stilistici nella musica dance che influenzeranno le idee e le tendenze della produzione nell'immediato futuro.



Leggendo recensioni su internet, ma per fortuna anche la carta stampata non manca di deludermi, c'è chi ha scritto che questo è un duro monito per vedere l'uomo che parla splendidamente attraverso le macchine. Non il contrario come spesso avviene nell'EDM.

A parte il filosofeggiare orwelliano di certi giornalisti, per me rimane musica. Di sicuro è comprensibile come "While (1>2)" venga definito l'album di Deadmau5 che pone l'uomo più al centro. Ma, proprio per questo è anche quello maggiormente distante dal Deadmau5 cui più siamo abituati.
 


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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