Pearl cover

Storia di una Dea

Di Gabriele Scanziani, 27.08.14 Il disco della settimana

Janis Joplin è una Dea. Non perché non più in vita, ma a causa di un talento tanto immenso da superare i confini di spazio e tempo. La sua voce vibra sulle frequenze dell’anima. Gioia, amore, disperazione, tutto questo è Janis.

Nel 1970, ha registrato un ottimo album con i Big Brother and The Holding Company dal titolo "Cheap Thrills", album che rimase al primo posto delle classifiche per otto settimane, vendendo oltre un milione di copie. Oltre ai numeri però c’è il lato umano: il talento della cantante era evidente, le sue performance dal vivo spesso mandavano in estasi il pubblico, ma pare quasi che la Dea avesse bisogno di un’ulteriore prova delle sue abilità, soprattutto perché gli eccessi e i demoni della sua vita privata minacciavano di portarla via dalla sua musica e dai suoi fan.



È stata sostenuta dai membri della band Full Tilt Boogie, che nel settembre del 1970 l’hanno convinta a tornare in studio. Il 2 Ottobre ha registrato quella che sarà la sua ultima sessione. Tutte le parti vocali sono state completate ad eccezione di "Buried Alive in the Blues". Due giorni dopo, il 4 ottobre, morì di overdose da eroina. Rimasto senza nome, l’album è stato battezzato Pearl, soprannome di Janis, datole proprio per il colore perlaceo della sua carnagione. Pubblicato postumo, nel 1971, Pearl è uno di quegli album che cambia la vita di chi supera il muro del semplice ascolto, decidendo così di sentirlo.



Avendo consumato i solchi di questo vinile, ho avuto l'impressione che la Joplin sapesse perfettamente quello che stava realizzando musicalmente. Non solo, ma la tristezza nello sguardo delle foto di quel periodo mi suggeriscono che fosse anche consapevole al 100% della sua situazione personale.
Sebbene le sue radici musicali fossero ben piantate nel blues, Pearl è soprattutto una collezione di bellissima musica rock da antologia. La timbrica della Joplin è impressionante come sempre, i Full Tilt Boogie alla perfezione e in modo complementare alla sua voce, dando vita a capolavori come  "Woman Left Lonely" e "Half Moon".
Naturalmente “Cry Baby”, “More Over” e “Mercedes Benz” sono subito diventati dei classici, le ultime due canzoni scritte direttamente dalla Nostra che mostrava anche ottime potenzialità nella scrittura dei testi.

Janis, amo chiamarla come se avessi avuto la fortuna di conoscerla, ha registrato moltissime parti vocali memorabili, ma il suo canto su "Pearl" è qualcosa di diverso. Nonostante il periodo buio che stava vivendo, aveva imparato come utilizzare la sua voce e, soprattutto, aveva trovato un equilibrio tra cuore e mente, urla e sussurri. Il suo canto è altrettanto espressivo ed energico anche nei momenti del sussurro.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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