Black heat cover

Crate Digging: ode alla resina vinilica

Di Gabriele Scanziani, 08.10.14 Il disco della settimana

Scavare profondamente nelle casse di vinili è una delle mie attività preferite. È un lavoro che regala, a chi porta pazienza, musica stupenda e spesso poco conosciuta. I Black Heat mi hanno confermato quanto le ore spese in un negozio di vinili a scavare fra casse e scaffali siano un’attività estremamente remunerativa.

Il Funk, quando è ben fatto, ha in sé la radice stessa della musica: il groove. Caratteristica in cui i Black Heat eccellono, è il loro punto di forza, il groove. Non è un concetto complesso, anche se ho conosciuto poche persone in grado di spiegarlo in modo semplice. In realtà, quando si ascoltano i Black Heat, viene naturalmente da muovere la testa a tempo, in un movimento quasi ciclico. Quando questo accade, si sta sentendo il groove.



Sfido chiunque ad ascoltare “Chip’s Funk” senza muovere la testa. Persino nella straziante “Street of Tears”, che per giunta è una ballad, non si può non sentire il groove. Il calore di “Honey Love” è indiscutibile, ricorda da vicino le atmosfere dell’album Fire degli Ohio Players, anche se uscì circa due anni dopo Black Heat.

Questo disco fu pubblicato sotto Atlantic, proprio nel momento in cui la casa discografica decise di puntare maggiormente sul rock che su generi di derivazione puramente black. Forse fu per questo che Black Heat non incontrò mai il successo, il gruppo ebbe solo un singolo di successo “No Time To Burn”, non presente sul loro album d'esordio.

Quella dei Black Heat tuttavia non fu una meteora che prese fuoco intensamente e che si spense poco dopo, la band continua a fare concerti e a registrare grazie alla passione per la musica di alcune case discografiche indipendenti, prevalentemente texane.



Una curiosità: Easy Mo Bee, produttore Hip Hop che fece il successo della Bad Boy Records, campionò la traccia “Something Extra” dall’album Keep On Running dei Black Heat per “Machine Gun Funk”, che vedeva al microfono l’unico e solo Notorious B.I.G.

Come detto prima l’attività di ricerca discografica porta sempre a scoperte interessanti e fa comprendere quanto, oggi come allora, la buona musica è un bene che va cercato, trovato e conservato preziosamente.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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