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Poesia dell'universo: Sun Ra

Di Gabriele Scanziani, 22.10.14 Il disco della settimana

Un disco con tre tracce. Opera che pochi saprebbero portare a termine, ancor meno saprebbero creare quelle canzoni con la genialità di Sun Ra. La musica moderna deve al jazz un contributo fondamentale, il jazz lo deve a Sun Ra.



Non esiste autore così vario, ma contemporaneamente tanto preciso. Difficile trovare qualcuno che sia artista, musicista, compositore, filosofo. Qualcuno in grado di affrontare teorie sull’energia cosmica nel corso di un’intervista che si dovrebbe occupare del suo disco. Qualcuno che, quando ripreso dal giornalista che gli poneva domande su quanto l’energia cosmica centrasse con il suo disco, risponde candidamente: “tutto è energia”.

Laddove dimora il genio, quello è il territorio del mistero, delle "prime volte". Sun Ra fu il primo musicista a divenire uno dei simboli della lotta degli afroamericani, il primo musicista jazz ad introdurre il doppio contrabbasso nella sua band, il primo nel jazz ad usare i sintetizzatori, il primo leader di band ad obbligare i propri musicisti ad apprendere non dalle routine dei Maestri, ma attraverso l’improvvisazione freeform. Primo e unico.



Tre di solito è il numero delle canzoni di cui parlo quando recensisco un disco, non amo parlare di ogni canzone, è come svelare tutto e non lasciar nulla al gusto della scoperta. Con Sun Ra non corro questo rischio, ogni singola traccia è un universo che svela più mondi sconosciuti, di cui ci viene data un’istantanea, ma sta a noi l’esplorazione. Dico questo non per usare metafore auliche, potrei anche essere più tecnico e parlare dell'assolo di Michael Ray alla tromba e di come l’orchestra di Sun Ra abbia rivoluzionato il proprio approccio, ad esempio attraverso l’uso del contrabbasso, quasi abusato in “Door Of The Cosmos”.
In realtà è evidente un totale avvicinamento al groove, l’ennesima fusione del genio che qui ci fa trovare jazz, funk, soul e alcuni esperimenti elettronici, evidenti nell’uso dei synth e dai balafon con delay particolarmente sostenuti.



Se è vero che la musica di Sun Ra non è per tutti è anche vero che non è elitaria come si potrebbe pensare, anzi. Le composizioni di questo genio musicale sono talmente ampie da sconfinare in vari generi quasi come risultato della sperimentazione stessa, rendendo così qualsiasi classificazione superflua. Esiste il jazz, il funk, il soul, la psichedelia e poi c’è Sun Ra, che è tutte queste cose e molte altre ancora.

Mentre rileggo questo articolo le parole mi paiono piccole rispetto al mondo dell’artista, vero, quindi il meglio che posso fare, sia per il lettore che per Sun Ra, è lasciare a lui la conclusione. Lo stesso giornalista che intervistandolo si sentì dire che tutto è energia, si trovò a domandargli con quale criterio scegliesse gli strumenti della sua orchestra. Sun Ra, con un sorriso nemmeno troppo velato rispose:

Amo tutti i suoni che sconvolgono le persone, perché sono troppo soddisfatte di sé, ed esistono suoni che le sconvolgono davvero, e ragazzi, c'è davvero bisogno di sconvolgerle e renderle meno soddisfatte, perché il nostro è un mondo terribile: forse a quel punto si daranno da fare.”


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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