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Di 24Fotogrammi, 03.03.15 24 Fotogrammi

Questo film di Tornatore è differente dai precedenti, è spudorato. E’ come se l’ambientazione nella Mitteleuropa, lontana dalla sua Sicilia, lo avesse reso libero di seguire i suoi personaggi  fino in fondo nelle loro manie e fobie.

In questo film assistiamo alla trasformazione di un uomo attempato che ha nei confronti dell’amore un atteggiamento adolescenziale, deve ancora imparare ad amare qualcuno che non siano i suoi dipinti raffiguranti volti femminili. Un accessorio da lui utilizzato, i suoi irrinunciabili guanti, fanno ben comprendere la sua paura del  contatto, del rapporto umano che avviene solamente attraverso i dipinti che batte alle sue aste. Lei, molto piu’ giovane, vive in un mondo tutto suo nel quale non permette a nessuno di entrare, ma la prepotenza con cui irrompe nella vita del protagonista, sovvertendone completamente l’ordine delle priorità, sarà per lui sconvolgente. Per entrambi sarà una continua sfida nel cercare di superare i propri limiti ed avvicinarsi l’uno all’altra fino a sovrapporsi.



Il filo conduttore che sottende questa relazione, che diventerà una storia d’amore complicata come peraltro sono tutte le storie d’amore, è il contrasto tra falsità ed autenticità. Esiste un modo per capire se un amore è un vero o un falso cosi’ come per i quadri? E’ lo stesso per chi simula o dissimula un amore? Si puo’ simulare del tutto, oppure l’amante è come un falsario che al fine di copiare un dipinto non riesce a resistere alla tentazione di metterci dentro qualcosa di suo?

Per il pubblico il finale rimane aperto, e la lettura che verrà data dipenderà dalla naturale propensione di ciascuno alla speranza o al cinico realismo. 
 


Appassionati di cinema.

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