Angelo amboldi

Sempre più bio?

Di Ross, 06.07.15 Curiosando

La ricerca di cibi sani soprattutto negli ultimi anni ha reso sempre più famosa la cultura del BIO.

Mangiare bio è oggi sinonimo di mangiare sano, ma anche magro, dietetico. C'è chi dicendo bio pensa al benessere e chi lo associa al vivere in conformità con la natura. Anche le tendenze del vegetariano e del vegano, che per alcuni sono diventati dei veri e propri credo, nonchè il loro stile di vita, partono da qui.
"Bio" viene definito oggi come ciò che è "derivante da agricoltura o allevamenti biologici che considerano l'intero ecosistema, sfruttano la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuovono la biodiversità dell'ambiente in cui operano e limitano o escludono l'utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati OGM" (Wikipedia).

Non mancano critiche al marchio bio, avvalorate da ricerche. Alcuni si chiedono se davvero, ad esempio nel caso dell'allevamento di bestiame, lasciare polli e tacchini in libertà, nutrendoli con mangimi senza coservanti, sia davvero certezza di un risultato sano poiché bisognerebbe considerare che anche gli agenti atmosferici agiscono su ciò che gli animali mangiano. Dei ricercatori dell'università di Stanford sostengono che non ci siano prove scientifiche che dimostrino una netta differenza di qualità tra nutrimenti biologici e alimenti convenzionali. Sembra sia stato sfatato il mito dell’organic food, secondo cui il cibo biologico abbia alcune qualità aggiunte che lo distinguono dai prodotti convenzionali. La ricerca afferma che non emergono prove di un beneficio significativo per la salute derivante dal nutrirsi di alimenti biologici. Tracce di minuscole differenze si possono osservare, ma, secondo gli studiosi, è improbabile che abbiano rilevanza per la salute.

Immagine: Flickr.com - Jorge Elìas

L'Associazione Svizzera dei Consumatori invece rende attenti al fatto che non tutti i marchi bio si equivalgono. Il WWF presenta online una classifica dei marchi alimentari che considera i seguenti criteri: ecologia, standard sociali, benessere degli animali, rischi per gli individui. Chi acquista bio spesso non dà valore unicamente agli aspetti nutrizionali ma anche all'impatto ecologico. Per questa ragione è consigliabile tenere conto anche della provenienza del prodotto. Da una parte perché le norme di certificazione del bio non sono universali (in Svizzera ad esempio sono più rigide di quelle dell'Unione Europea) e in secondo luogo perché se un prodotto biologico è stato importato da un paese lontano, bisognerebbe considerare che anche il trasporto influisce sull'ambiente. Sarebbe quindi preferibile privilegiare l'acquisto di prodotti locali e di stagione. 

Nonostante le discussioni, la domanda di cibo sano associata all’idea del biologico, secondo il rapporto 2014 di Bio Suisse, è in continua crescita.


-

agenda@lugano.ch
Scritti: 3 articoli