Lance armstrong  2009 tour of california

Armstrong, vittima o carnefice?

Di Stefano, 02.11.15 Curiosando

Sono state fatte molte considerazioni sulle “sofisticazioni” nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare, premono, a mio avviso, un paio di riflessioni sul fenomeno doping.

Il doping nel ciclismo esiste da moltissimo, come in tanti altri sport, per ammissione stessa dei campioni del passato. Credo, tuttavia, che siano finiti gli anni bui del ciclismo, nei quali se non ti dopavi arrivavi ultimo, sempre ammesso che trovassi una squadra disposta a farti correre. Con l’andare del tempo e l’accesso a nuove terapie, il doping ha assunto dimensioni inquietanti, tant'è che la maggior parte del farmaci dopanti, o almeno i più performanti proviene da terapie antitumorali.

Da sportivo e grande appassionato di ciclismo, ritengo che Lance Armostrong avrebbe vinto comunque tutto ciò che ha vinto, se il movimento fosse stato pulito. 


Immagine: wikimedia.org - "Tour de France 2009, Armstrong" di Filip Bossuyt

Sarebbe corretto sottolineare come un personaggio del suo calibro abbia favorito la diffusione del ciclismo negli Stati Uniti e nel mondo e come abbia dedicato parte del proprio tempo ed energie agli altri. Nello specifico il Nostro ha creato la  Livestrong, fondazione che ha raccolto e devoluto centinaia di milioni di dollari nella cura e nella ricerca contro il cancro. Inevitabile, dunque, non fare delle considerazioni sull’uomo e sulle sue reali responsabilità .

Sarebbe interessante sapere quanti direttori sportivi, quanti medici delle squadre, quanti agenti dei corridori sono stati perseguiti e in seguito allontanati in quanto conniventi al fenomeno doping, se non addirittura promotori. Il danno permesso a questi individui è anche maggiore, poiché sono parte integrante del sistema. 


Immagine: wikipedia.org - "Tour de Doping" di Wladyslaw

Invito inoltre a considerare come a volte lo stop di alcuni corridori, accusati di doping, sia dovuto più a scelte politiche che a reali positività, poi confutate col tempo. Intanto il corridore non potrà partecipare a gare importanti, con inevitabili danni alla propria carriera, all’immagine e alla squadra. Purtroppo si parla ancora troppo poco dell’uso del doping a livello amatoriale, pratica molto più diffusa dei quanto si possa pensare, vista la carenza, o la totale assenza di controlli.

A volte il cambiamento dei tempi necessita dell'abbattimento dei Miti.


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