Cornus mas f

Cornaredo

Di Archivio Storico, 26.11.15 Lugano lo sai che

È noto che i toponimi rispecchiano spesso situazioni che nessun altro tipo di fonte riesce più a ricostruire. Come veri e propri fossili linguistici fissano una volta per tutte determinate situazioni storiche, linguistiche e geografiche, non essendo soggetti ai cambiamenti cui irrimediabilmente sono esposti il territorio e la comunità di riferimento.

Caso emblematico a noi vicino è il nome dello stadio cittadino, che richiama quello della zona circostante di Cornaredo e soprattutto l’omonima masseria. Un tempo i dintorni dell’attuale stadio dovevano essere particolarmente caratterizzati per la presenza di un vegetale, dai fiori giallastri, dai frutti commestibili di colore rosso e dal legno durissimo, di nome corniolo. La sua presenza doveva essere talmente fitta da farne addirittura la particolarità distintiva e rappresentativa dell’intera zona. Una forma intermedia di questo toponimo doveva essere stata con tutta probabilità Cornioleto, nome che corrisponde, complici successive evoluzioni fonetiche, all’attuale Curnarée, denominazione dialettale della zona.

I derivati toponomastici da corniolo sono abbastanza diffusi in tutta l’Italia settentrionale. A questo etimo si devono ad esempio i nomi locali Crognòlo in provincia di Lucca, Cornio (Siena), Corné (Verona), Cornedo (Vicenza),  Cornaré (Treviso), Cornèra (Como). A questi si affiancano denominazioni giunte a designare addirittura interi comuni, come Cornedo Vicentino, Cornale (Pavia), Cornate d’Adda (Milano), cui si aggiunge un omonimo del Cornaredo luganese, nei dintorni di Milano.

Nel canton Ticino Cornaredo ha attestazioni a Castel San Pietro, Arogno, Brusino Arsizio, Mergoscia e, per quanto riguarda il Sopraceneri, Bodio.

A Lugano, a testimoniare la situazione del vecchio cornioleto rimangono unicamente il toponimo stesso e la vecchia masseria*, “ubi dicitur ad Cornalem” (come ci segnala un documento del 1395, che ci fornisce tra l’altro ulteriore conferma dell’etimo).

 

* La struttura è situata esattamente al bivio delle strade per Canobbio da una parte e per Cadro e Sonvico dall’altra, vicinissima allo stadio e nascosta alla vista del passante dalla vegetazione rimasta. Essendo stata abitata fino a qualche anno fa, portando consistenti segni del solido passato contadino della zona e contenendo uno dei torchi a leva meglio conservati del Ticino, rappresenta una degnissima testimonianza del passato luganese

 

Testo:
S. Vassere, Quasi nomi comuni. Quattro esempi di etimologia "minima", in Lugano, Luoghi e nomi, Toponimi e stradario nella cartografia e nelle immagini d'epoca, a cura di A. Gili, S.Vassere, Edizioni Città di Lugano, 2000, pp. 39-40


L'Archivio storico della Città di Lugano (ASL), costituito nel 1980, ha il compito di conservare, ordinare e valorizzare la documentazione prodotta fino al 1946 dall'autorità comunale e dalle sue istituzioni

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