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A scuola di tori

Di Peppo, 18.11.15 Curiosando

Sul tavolo del Ministero dell’Educazione di Madrid è arrivata da poco tempo una proposta che ha suscitato un sentimento di approvazione per alcuni o totale sdegno per altri: quella dell’istituzione ufficiale di un corso di "Tauromachia e attività ausiliari d'allevamento" rivolto agli studenti della scuola secondaria che vogliono diventare “matadori” riconosciuti dal Ministero.

Nonostante esistano già diversi corsi privati creati ad hoc per gli amanti delle corride, questa è la prima volta che viene proposta un'ufficializzazione come corso scolastico di valenza accademica. Il nuovo ciclo di studi si comporrà di 12 moduli e circa duemila ore da attivare in tutti gli istituti del Paese in collaborazione con le già esistenti scuole taurine. Questo programma è stato studiato dal Ministero per quegli alunni che non riescono a completare il normale ciclo d'istruzione secondaria obbligatoria.



Immagine: Flickr.com - Chema Concellón
 

Lo studente di tauromachia, come si legge nel progetto, dovrà imparare a “svolgere i compiti principali di un torero applicando le basi della purezza della corrida”. Andando nel particolare, leggiamo come fra le competenze che gli alunni dovranno raggiungere per diventare dei mataderos professionali ci siano il saper agitare il mantello con destrezza; realizzare veronicas, pases de pecho o chicuelinas (dei movimenti specifici della corrida) e, ovviamente, sapere conficcare le famose banderillas (aste ornate di nastri che i toreri conficcano nel collo del toro) per uccidere l’animale.

La notizia arriva in un momento delicato sul fronte delle corride in Spagna: alcune regioni, come le Baleari e Valencia, stanno infatti pensando di seguire le orme della Catalogna e delle isole Canarie, dove la corrida è stata già vietata. Anche la città di Madrid ha annunciato il taglio del finanziamento annuale di 61 mila euro alla scuola madrilena di Tauromachia Marcial Lalanda.

E davanti a queste reazioni, per avvallare la sua proposta, il Ministro dell’istruzione nella bozza al disegno di legge dice testualmente: “La tauromachia è una manifestazione artistica, indipendente dalle ideologie, che fa parte del folklore. Il futuro della tauromachia è legato alla sua considerazione come parte essenziale del Patrimonio storico, artistico, culturale ed etnografico della Spagna“.
Sul fonte contrario troviamo anche la seconda città spagnola, Barcellona, dove la proposta non è stata accolta per niente bene: “Invece di aiutare gli studenti in difficoltà a completare i loro studi, il governo vuole trasformarli in bandilleros“, ha commentato la consigliera d’Educazione catalana Irene Rigau in un’intervista all’emittente Catalunya Ràdio.

“Ridicolizza il nostro sistema educativo e offende quei cittadini contrari alla tauromachia”, replica invece Silvia Barquero, del partito animalista Pacma. “Non vogliamo una Spagna dove, con i soldi pubblici, un ragazzo di 15 anni impari a torturare e maltrattare gli animali”.

Il progetto, spiega il Ministro, è però ancora allo studio e comunque saranno le regioni a decidere se avvalersi di questa possibilità.


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