Curiosando filippo salamone flickr

Le fedi nuziali nel tempo

Di Fiore, 09.12.15 Curiosando

A me cara in quanto simbolo dell’eterno amore per il mio sposo, dal giorno delle nostre nozze le volte che l’ho sfilata dal mio anulare, si possono contare, è il caso di dirlo, sulla punta delle dita di una mano sola.
Non sono assolutamente banali i significati che si nascondono dietro l’utilizzo delle fedi nuziali e se cerchiamo nel passato l’origine di questa usanza, che racchiude molto di più di un semplice gesto di routine, risaliamo agli antichi egizi intorno al 2800 a.C. dove iniziarono, creando anelli con giunchi, canne e carici intrecciati a cerchio, simbolo dell’eternità e il buco al centro per loro rappresentava una porta d’ingresso verso l’ignoto.

Questi anelli così fragili che davvero poco avevano d’immortale, vennero ben presto sostituiti con altri materiali come osso, avorio e pelle senz’altro più durevoli nel tempo. Ricordiamo anche che il materiale usato indicava palesemente lo status economico e sociale del pretendente.
Gli antichi egizi erano soliti saldare sugli anelli nuziali sigilli che rappresentavano scarabei e geroglifici ed erano fermamente convinti dell’esistenza di un’arteria chiamata Vena Amoris che dall’anulare della mano sinistra arrivava direttamente all’organo più importante dell’uomo il cuore. Probabilmente da questo arriva l’usanza dell’indossarlo all’anulare, dal latino “Anulus”, anello che deriva da “Anus”, cerchio simbolo per eccellenza senza inizio ne fine che forma un’unità completa e indissolubile.

Nell’epoca romana esisteva l’anello di fidanzamento chiamato Anulus Pronubus dal latino anello nuziale usato per la promessa di matrimonio, il vero e proprio anello nuziale si chiamava Vinculum, legame, vincolo. Forgiato in ferro e inizialmente indossato solo dagli uomini, successivamente l’uso fu esteso anche alle donne. Le matrone romane come segno di autorità all’interno della famiglia, indossavano un anello nuziale  a cui era applicata una piccola chiave. L’uso di questi anelli era regolamentato da leggi che determinavano e stabilivano ad esempio che i cittadini liberi potessero indossarlo in oro, gli schiavi liberati in argento e gli schiavi in ferro.


Immagine: "Musical stars Madge Elliott and Cyril Ritchard's wedding, St Mary's Cathedral, Sydney, 16 September 1935" di State Library of New South Wales collection

Nel medioevo per consolidare l’impegno nuziale ed arricchire il dono lo sposo infilava al dito della sposa tre cerchietti d’oro impreziositi da cammei e personalizzati da incisioni e scritte. L’uso dell’oro, il più resistente dei metalli, per la fabbricazione delle fedi arriva con l’influenza cristiana dove l’oro giallo era appunto il simbolo dell’eterno. Infatti d’oro sono gli intarsi degli sfondi delle icone cristiane e di molte decorazioni all’interno delle chiese come in oro sono le aureole dei santi raffigurati nei dipinti.

Un’antica leggenda cinese ci racconta il perché è l’anulare il dito dove portare la fede, spiegando che il pollice rappresentano i genitori, l’indice fratelli, sorelle e amici, il dito medio rappresenta noi stessi, l’anulare dunque, il quarto dito, il nostro coniuge e per ultimo, ma  non meno importante, il mignolo che sta a rappresentare i nostri figli.
In India esattamente in Tamil Nadu, durante la cerimonia lo sposo mette due anelli d’argento, negli anulari dei piedi della sua sposa.

Con il passare dei secoli la fede nuziale è sempre stata un oggetto rappresentativo simbolo di fedeltà e dell’unione, in alcune regioni d’Italia viene chiamata vera, termine di origine veneto-slavo che significa fedeltà.

Troviamo dunque un punto comune tra i vari popoli proprio nel simboleggiare amore e fedeltà scambiandosi reciprocamente le fedi nuziali.
 


.

agenda@lugano.ch
Scritti: 11 articoli