Battiston

Come il peso dell’acqua

Di Manuela Masone, 30.11.15 24 Fotogrammi

Il documentario testimonianza diretto da Andrea Segre e presentato su Rai3 il 3 ottobre 2014, è stato recentemente proiettato al Cinema Lux di Massagno nel corso della rassegna Harraga.

L’intento è quello di rappresentare i flussi migratori che passano principalmente dal mare, unendoli alle voci di tre donne Gladys, Nasreen e Semhar che raccontano la loro storia e la tragicità del viaggio nei barconi. Cosa spinge a rischiare la vita per emigrare? Se lo chiede Giuseppe Battiston lungo questo percorso che porta a riflettere sulle ragioni e sulle speranze disilluse. Attraverso la lettura di Pascoli che scrive di altri tempi e altri migranti, ci si rende conto di come un tempo erano i nostri popoli a dover essere accolti su terre a loro sconosciute. La storia si ripete, ma i flussi sono cambiati. Marco Paolini ha il ruolo di cartografo e spiega sulle mappe i movimenti e i possibili tragitti per raggiungere la mete prefissate. Di particolare rilevanza è il ruolo dei muri, fisici o ideologici, che indicano le politiche di chiusura e i tentativi di respingere fino a mettere in pericolo la vita stessa delle persone.

Sono passati pochi anni dalla realizzazione del film e nel frattempo tante persone sono arrivate, molti morti ha raccolto ancora il mare, altri muri sono stati innalzati e lo spettro del terrorismo ha creato paure e tensioni.

“Perché uno deve pagare di più, diventare illegale e rischiare di morire?”
Forse perché, come raccontano le donne, non hanno altra scelta o perché sperano in un futuro migliore per loro o per i figli.

La cosa che mi sono chiesta però è: “Ma davvero troveranno quello che tanto hanno cercato e per cui hanno rischiato?”
Non basta infatti accogliere le persone ma occorre dare loro la possibilità reale di inserirsi nella società. Nei prossimi anni le politiche di integrazione sono destinate a evolversi oppure si svilupperanno sempre più numerose periferie esistenziali in cui la gente vive ai margini della società. 


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