Locandina

Fratello, dove sei?

Di Peppo, 14.12.15 24 Fotogrammi

I fratelli Coen, celebri per i loro film irriverenti e sarcasticamente astuti, si presentano nel 2000 sul circuito cinematografico con questo on the road ambientato intorno agli anni 30, quelli del proibizionismo e della grande depressione statunitense. E lo fanno ispirandosi apertamente sin dall’inizio all'Odissea di Omero, certamente rivisitandola ma confessando senza alcun pudore di non aver mai sfogliato una pagina dell'Opera greca.

George Clooney veste i panni di Everett Ulysses McGill, ciarliero ed inaffidabile imbroglione costretto ai lavori forzati per aver svolto la professione di avvocato sprovvisto di licenza. Everett è accompagnato (o per meglio dire incatenato) da due suoi colleghi galeotti, Delmar (Tim Blake Nelson) e un grezzo, superbo John Turturro nella parte di Pete (straordinarie le sequenze di una sua presunta trasformazione in una rana). Everett convincerà i due ad evadere dicendo di dover recuperare un tesoro, mentre in realtà desidera solo rivedere la moglie, Penny, prima che questa si sposi col nuovo fidanzato.

Il ritorno verso la cara moglie è inframmezzato da episodi avventurosi ricchi di riferimenti all’opera omeriana. A cominciare da una fuga apparentemente priva di meta, una guerra che diviene nel film, un periodo di "soggiorno coatto" nelle patrie galere, e che si evolve con i ripetuti tentativi di incendio appiccatti da poliziotti incapaci di acchiappare gli evasi e da un’auto per la fuga dei tre che riproduce così la funzione del noto Cavallo di Troia. E ancora, un venditore di bibbie con un occhio solo che raccoglie molte risate tra il pubblico per il suo essere apparentemente furbo ma quanto mai sfortunato (interpretato da uno spassoso John Goodman), il canto delle sirene, un vecchio cieco che dispensa profezie da un carrello ferroviario proprio come l'indovino Tiresia.

Ma non c'è solo questo. Infatti viene trattata la tematica razzista messa in scena dalla buffa processione organizzata dal Ku Klux Clan da cui i nostri tre eroi, con la faccia tinta di nero, riusciranno rocambolescamente ad uscirne fuori. Buffa risulta anche tutta la campagna elettorale dei candidati al Governo dello stato del Mississippi che offrono un punto vista ironico sulla storia americana degli anni 30. Di quell'epoca non viene tralasciata neanche la figura dei gangster ripresa nel film da George Nelson chiamato “Baby face”, il quale mal sopporta il nomignolo assegnatoli e che spara follemente su qualunque cosa incontri per la sua strada.

Le riprese del film sono state fatte in piena estate quando i colori della vegetazione erano molto vividi. Si è scelto di rendere la pellicola tutta in color seppia creata per l’occorrenza dal direttore della fotografia Roger Deakins tramite l’uso di un sistema di correzione dell’immagine. L'obbiettivo dei registi era quello di dare l’impressione che si trattasse di una vecchia immagine dipinta a mano.

Ad accompagnare le vicissitudini dei personaggi è la musica ricca di tinte blues come "Big Rock Candy Mountain" (che accompagna la magnifica introduzione) ed evergreen quali "You Are My Sunshine" e "Down to the River to Pray".

Il risultato dell’intero film è quello di una commedia che “trasuda America”, dove all’ottima narrazione viene abbinato un umorismo colto e mai scontato e dove si pone l'attenzione sull'amicizia, mai tradita, e sull'amore, mai abbandonato.




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