Karol franks

I bottoni

Di Fiore, 18.12.15 Curiosando

A volte non si nota nemmeno altre invece è evidente e ben in vista, ma parliamo di questo oggetto piccolo, di grande utilità, importanza pratica ed estetica, il bottone e cerchiamo di capire dove e quando è nato ed ha avuto inizio il suo utilizzo e la sua evoluzione fino ai giorni nostri.

Abbiamo antichissime testimonianze che risalgono alla preistoria dove di certo il bottone non era bello, levigato o prezioso come lo vediamo oggi, ma essendo fatto di materie prime come ad esempio osso, legno, cuoio, madre perla, conchiglie e pietre, era grezzo e con forme irregolari. Negli scavi archeologici  della valle dell’Indo ad Harappa nel Pakistan Nord Orientale, sono stati rinvenuti, oltre a vasellame, statuette e mattoni d’argilla, dei bottoni, risalenti al 2000 – 1500 a.C. Nell’antica Roma gli abiti, chiamati indumentae i mantelli si chiudevano con dei lacci, mentre spille o fibbie dette “ fibule”  erano di decoro. Lo stesso valeva per il Kiton Greco, l’ampia e lunga tunica dell’antica Grecia, che a seconda dell’età, del sesso e del ceto sociale cambiava lunghezza e colore. Spille e fermagli li ritroviamo anche nel Sagum Bizzantino, saio di color nero fatto con pelli di capra.

I bottoni invece si diffusero nel Medio Evo dove spesso venivano realizzati in madreperla, tuttavia il primo accenno letterario risale solo al XVI secolo. Nel secolo successivo divennero oggetti pregiati ad uso decorativo per mantelli e abiti di Re, Regine e dell’alta borghesia, ove ci si trovava spesso raffigurati gli stemmi dei casati d’appartenenza. In questo caso la lavorazione veniva eseguita da mastri orafi usando pietre e metalli preziosi.
È nel XVIII secolo che inizia l'utilizzo comune del bottone grazie all’introduzione, tra i vari capi d’abbigliamento, della Camisola, che richiedeva la chiusura con bottoni e asole.


Immagine: Wikimedia Commons "Wilhelmina von Hallwyls bröllopsklänning. Detalj. Bröstet vänster sida - Hallwylska museet - 87238"

Con la caduta dell’Impero napoleonico il bottone artigianale iniziò a lasciare il posto a quello industriale e nacquero i bottonifici che, a secondo della moda del momento, producevano bottoni di qualunque foggia: quadrati, rettangolari, geometrici, in stile barocco, lasciando alla fantasia dell'uomo potere decisionale su misure, colori e materiali diversi, a volte sagomati in forme varie di cose o animali.

Vi siete mai chiesti perché sulle camicie da donna i bottoni si trovano a sinistra mentre su quelle da uomo a destra? Cercando qua e là delle risposte quantomeno veritiere, è emerso che la motivazione potrebbe essere attribuita ai cavalli, ai neonati o a Napoleone.
Le donne nei tempi passati, cavalcavano all’amazzone, perciò sulla destra del cavallo, di conseguenza era meglio cucire i bottoni delle camicie e dei loro vestiti sul lato sinistro, in questo modo diminuiva la quantità di vento che passava tra le vesti mentre correvano al trotto.
Per allattare il neonato, le mamme dovevano sbottonare la veste con la mano destra, tenendo il bimbo con il braccio sinistro. L’apertura sul lato destro rendeva  più semplice l'operazione, consentendo di allattare con maggior facilità.  
Gli uomini invece, in passato impugnavano la spada con la mano destra, dunque risultava molto più semplice sbottonarsi la camicia con la mano sinistra.
Ultima curiosità storica dovuta a Napoleone e alla sua posa con la mano dentro il panciotto risiede nel fatto che alcune donne prendevano in giro l’imperatore imitandone la posa. Per mettere fine a quelle imbarazzanti schernite, sembra che l'imperatore ordinò che le camicie delle donne si dovessero abbottonare dal lato opposto di quelle degli uomini.

Nel mondo contemporaneo, dove i ritmi sono frenetici e si ricerca velocità e praticità, il classico caro bottone ha lasciato sempre più spazio al bottone a pressione (chiamato anche bottone automatico). Spesso troviamo nei nostri indumenti la zip o cerniera lampo, ma questa è tutta un’altra storia... 


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