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Beresina o gli ultimi giorni della Svizzera

Di Nadia, 04.01.16 24 Fotogrammi

Il più grande desiderio di Irina, giovane e bella ragazza immigrata dalla Russia, è quello di avere il passaporto elvetico e di diventare cittadina a tutti gli effetti di un paese di cui è fervente ammiratrice e ha una visione estremamente idealizzata. Lascia, in una cittadina della pianura russa, la sua numerosa e pittoresca famiglia che aspetta con trepidazione le sue lettere, in attesa di una conferma del fatto che possono finalmente raggiungerla nel paradiso del capitale e della cioccolata.

Con la mediazione del losco avvocato Waldvogel e della stilista Charlotte De (Geraldine Chaplin), grazie alla sua bellezza e al suo candore naif, fa carriera come call-girl acquisendo “amici” nelle più alte sfere del potere politico, finanziario e mediatico, tra cui il colonello-divisionario Sturzenegger, l’ex consigliere federale Von Gunten, il finanziere Tschanz e il capo redattore Bürki.



Per ottenere il tanto agognato passaporto si fa coinvolgere come spia in un labirintico groviglio (senza che lei nella sua ingenuità capisca in cosa si stia cacciando) ed un ricatto la obbliga a inventare losche storie sui suoi illustri clienti. Però, come a volte accade, la realtà supera la fantasia e le bugie portano alla luce scomode verità, ma per Irina le cose non si mettono bene...



Daniel Schmid pur essendo uno tra i più importanti registi svizzeri, e forse il più cosmopolita e visionario, alle nostre latitudini è quasi misconosciuto. Nato a Flims nel 1941 e scomparso nel 2006, è stato regista teatrale e cinematografico, ma anche artista figurativo e grande appassionato di musica lirica. Passione questa che lo porta a curare la messa in scena di diverse opere e, nel 1984, a girare il bellissimo documentario Il bacio di Tosca ambientato in una casa per anziani cantanti d’opera.

"Beresina oder die letzten Tage der Schweiz" il suo ultimo e più rappresentativo film, presentato fuori concorso al Festival di Cannes nella selezione Un certain regard nel 1999 e proiettato nello stesso anno in Piazza Grande (in questa occasione Schmid ha ricevuto il Pardo d’onore alla carriera al Festival del cinema di Locarno), è una intrigante e corrosiva commedia noir che mette alla berlina certi pregiudizi e clichés svizzeri.

Nello stesso tempo è una dichiarazione d’amore: “Beresina nasce dal desiderio di dichiarare il nostro amore personale per il paese in cui siamo cresciuti e che ci ha formato. La realtà ha bisogno dell’irreale per trasformarsi in realtà.” (D.Schmid)

Film un po' folle, per divertirsi riflettendo su una realtà ancora attualissima.




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