Cena tra amici la locandina italiana del film 243230

Cena tra amici

Di Peppo, 18.01.16 24 Fotogrammi

In prossimità delle feste natalizie la nostra agenda si intasa di appuntamenti fatti di cene o aperitivi organizzati per scambiarsi gli auguri con gli amici. E se nel nostro immaginario la cena riveste una funzione di comunione e condivisione tra i commensali, che in questo modo riescono sovente a cementificare le loro relazioni e a stabilire un'armonia collettiva, in altri casi, invece, questa occasione può rappresentare la miccia in grado di innescare tra i partecipanti tensioni fino a quel momento inesplose e di portare allo scoperto fattori di conflittualità per lungo tempo rimasti silenti.
Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che insiste "Cena tra amici", adattamento cinematografico di un'acclamata pièce francese (dal titolo Le prénom) portata sullo schermo dai medesimi autori del testo originale, Alexandre De La Patellière e Matthieu Delaporte, servendosi (con un'unica eccezione: Charles Berling nel ruolo di Pierre) dei medesimi interpreti teatrali. 

Ci troviamo in una confortevole casa in un elegante quartiere di Parigi. C'è una cena in programma, tra amici e parenti. La serata procede tranquilla, tra bicchieri di vino rosso e risate, fino a quando uno dei presenti, Vincent, non rivela a tutti che sarà presto padre di un maschietto. Scoperto il sesso del nascituro, i compagni di cena muoiono dalla voglia di conoscere il nome del bimbo. Che viene svelato. Tra lo stupore e l'incredulità generale, creando reazioni discordanti

Le prénom risulta così una satira sulla nuova borghesia (parigina, ma non solo) che ha l'obiettivo di smascherare la falsità dei rapporti sociali. Questi ultimi sono descritti come il risultato di ipocriti compromessi e di atteggiamenti stereotipati, determinati dalla propria estrazione, cultura e ideologia politica (la farsa si concentra soprattutto sullo scontro tra l'intellettuale snob di sinistra Pierre e il sarkozyano Vincent, da cui entrambi risultano sconfitti).



Ed allora l'espediente della scelta del nome del nascituro pué essere considerato il colpo di genio dei due autori, riusciti nell'impresa di rendere brioso, dinamico e quasi travolgente un testo teatrale, in parte riscritto e straordinariamente riadattato per il cinema. Tutta la pellicola risulta sagace e acuta, caratterizzata dall'incalzare incessante di dialoghi taglienti e dal ritmo frenetico delle battute. Nonostante questo, l'opera presenta un divertimento non scontato o convenzionale, vero e proprio toccasana contro il proliferare di commedie sempre più superficiali, vacue e volgarotte. 

Sia la pièce teatrale che il film hanno riscosso un grande successo soprattutto in patria a dimostrazione che il cinema francesce, imboccando la via della commedia (non dimentichiamo il successo di "Quasi Amici" e "Giù al Nord"), ha scelto la strada giusta per portare nelle sale moltissimi spettatori. 


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