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Il castello errante di Howl

Di Nadia, 28.12.15 24 Fotogrammi

La vita monotona di Sophie, una ragazza timida e responsabile che lavora nel negozio di cappelli ereditato dal padre, viene sconvolta dall’incontro con il mago Howl, un giovane misterioso ed affascinante ma un po' frivolo ed egoista, e dal sortilegio che la malvagia Strega delle Lande, innamorata del mago, fraintendendo la loro relazione, le lancia, trasformandola in una anziana signora.

Sconvolta, Sophie fugge di casa e durante il suo viaggio attraverso le lande desolate si imbatte in un spaventapasseri, Testa di rapa, che la conduce al Castello del potente mago, una sbuffante creatura di metallo animata dalla magia del demone del fuoco Calcifer, che è legato ad Howl da un terribile patto. Nascondendo la sua vera identità, si fa assumere come donna delle pulizie. Aiutata dal giovane apprendista Markl, riesce in breve tempo, tirando fuori una forza e determinazione che pensava di non possedere, a dare nuova vita alla vecchia dimora. Presto scopre che la porta d'ingresso è un portale magico che consente a Howl di raggiungere quattro luoghi diversi (nei quali è conosciuto con identità diverse, cosa che lo aiuta a proteggere la sua  libertà), come pure di sfuggire a situazioni critiche.



Nel frattempo la guerra è alle porte e il re convoca tutti i maghi e le streghe del reame. Howl, che rifiuta di schierarsi e di combattere, temendo Madame Saliman, maga di corte e sua ex insegnante, manda Sophie al suo posto. Arrivata a palazzo reale ritrova la Strega delle Lande ed entrambe vengono accolte dalla maga, che toglie i poteri alla strega (ritenendola inaffidabile) e lancia un mandato di cattura per Howl. La Strega, divenuta ormai una indifesa e innocua “nonnetta” viene soccorsa da Sophie e grazie all'intervento del giovane mago riescono a sfuggire agli emissari di Saliman.  

Il mago, la strega, l’apprendista, lo spaventapasseri, il demone del fuoco e Sophie si ritrovano così a convivere sotto lo stesso tetto, formando una strana famiglia. La giovane ed Howl (il quale capisce subito che la nonnina è in realtà Sophie) pian piano imparano a conoscersi e ad aiutarsi a vincere le loro rispettive paure.

Ma ecco che si scatena la guerra; macchine volanti riempiono l’aria di fumo nero e portano distruzione nelle città arrivando persino sugli incontaminati paesaggi montani…

Il castello errante di Howl è un film di animazione giapponese del 2004, diretto da Hayao Miyazaki, autore anche della sceneggiatura liberamente ispirata da un romanzo di Diana Wynne Jones e prodotto dallo Studio Ghibli, di cui è uno dei maggiori successi. È stato presentato in concorso al 61mo Festival Internazionale del Film di Venezia, dove Miyazaki  ha ottenuto il Leone d’Oro alla carriera.

Dal punto di vista tecnico, come sempre nelle opere di Miyazaki, incantano la fluidità dell’animazione e soprattutto gli splendidi disegni realizzati a mano e colorati con l’acrilico (poi rielaborati al computer) curati in ogni dettaglio che illustrano splendidi paesaggi e cittadine di inizio novecento (qui si è ispirato a Colmar e Strasburgo) la cui atmosfera tipicamente europea è esaltata e completata dalle musiche di Joe Hisaishi.
La raffinatezza dei disegni non è però fine a se stessa, ma dà espressione materiale al mondo poetico dall’autore e agli stati d’animo dei protagonisti descritti nelle loro molteplici sfumature psicologiche.

È una grande, avvincente avventura ed una romantica storia d'amore adatta a tutte le età, che si può leggere su più livelli, caldamente consigliata agli adulti che ne potranno cogliere ed apprezzare le metafore (più o meno evidenti) ed i messaggi cari all’autore come quello dell’antimilitarismo (l’insensatezza della guerra che porta solo distruzione e morte e marchia per sempre coloro che sono costretti a viverla), del valore della libertà, dell’ecologismo e da non ultimo quello dell’importanza delle relazioni interpersonali (il potere dell’amore, l'invito a non fermarsi alle apparenze, l’importanza dell’amicizia e della compassione) che aiutano i personaggi a crescere e che sono capaci di imporsi anche sulla guerra e sulla magia.

Un capolavoro intenso, divertente (spassosi i botta e risposta tra Calcifer e la vecchietta Sophia), ricco di poesia e umanità, che da moltissimi spunti su cui riflettere e che non può che migliorare chi  lo guarda. Una gioia per gli occhi e il cuore.


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