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Gears of War: Judgment

Di Andrea Branca, 13.04.13 Game of the Week

Alla sua uscita, nel 2006, il primo capitolo di Gears of War aveva proposto ai giocatori un mix tra avventura ed azione dato da una tipologia di gameplay che - grazie anche al franchise di Uncharted per PlayStation3 - è poi diventato uno dei più popolari ed apprezzati di questa generazione di console. Le premesse erano abbastanza semplici: riparatevi così da evitare il fuoco nemico e scaricate poi tutto il vostro arsenale al momento giusto per veder cadere uno dopo l’altro i vostri avversari. “Judgment” non si discosta molto da quanto ammirato in passato, proponendo come i suoi predecessori un comparto tecnico di altissimo livello, una grafica ispiratissima ed una corposa modalità multiplayer.

Nell’ambito di una storyline che si posiziona 14 anni prima degli avvenimenti narrati nel capitolo iniziale della serie, per questa quarta iterazione il gameplay del titolo è stato rivisto in maniera importante, mantenendo sì inalterate le fondamenta su cui si è bastato GOW sino ad oggi, ma introducendo alcune piccole novità che promettono di avere un impatto importante sull’intera esperienza di gioco.

Chiusa la trilogia originale, per gli sviluppatori di Epic Games era facile cadere nel tranello di riproporre la stessa identica struttura dei titoli precedenti, cavalcando l’hype per un franchise che avrebbe comunque venduto tantissimo. Si è però scelto di non riposarsi sugli allori e, complice anche una proficua collaborazione con i talentuosi People Can Fly, i possessori di Xbox360 possono gioire per un nuovo ed esaltante sparatutto in terza persona.

A differenza di quanto succedeva in passato, i protagonisti di questa avventura sono più di uno (ovvero i membri della squadra Kilo, composta da Damon Baird, August “Cole” Train, Sofia Hendrik e Garron Paduk), con il giocatore che si troverà così ad impersonare diversi personaggi nel corso del gioco.

L’intera trama - pur basandosi sulla poco originale premessa di un ordine dall’alto non eseguito a dovere - si sviluppa grazie allo spiccato carisma che i protagonisti evidenziano nel narrare gli eventi, che vengono illustrati all’utente tramite l’affascinante formula del flashback. Questo permette di conoscere a fondo i vari alter-ego e di conoscere i loro punti di vista sulla vicenda che, lo vedrete, non mancheranno di presentare importanti differenze.

La modalità campagna si sviluppa come in passato su diversi atti, la cui linearità viene però spezzata grazie ad un costante punteggio - che va da una a tre stelle - che vi viene assegnato al termine di ogni sessione di gioco. Nel momento in cui riuscirete ad ottenere il massimo dei voti potrete accedere ad “Aftermath”, una seconda campagna dalla durata di poco meno di due ore che permetterà (oltre ad alzare la longevità del titolo) di scoprire alcuni retroscena rimasti incompiuti in Gears of War 3.

Dal punto di vista del gameplay, come detto tutti i tratti distintivi della serie sono ancora al loro posto: dovrete sfruttare tatticamente i ripari per proseguire nel gioco, i tasti dorsali vi permetteranno di mirare e fare fuoco verso i nemici, mentre negli scontri ravvicinati potrete ancora contare sulla fida motosega montata sulle vostre armi da fuoco. Alcune cose sono però cambiate: la scelta dell’arma da utilizzare non avviene più tramite i tasti direzionali, ma con la semplice pressione di Y. Questo, per quanto possa spaesare i veterani della saga durante le prime ore di gioco, si rivela essere un espediente intelligente per velocizzare il gameplay e permettervi di andare a creare fasi di gioco particolarmente esaltanti e frenetiche.

Come da tradizione, una grande attenzione è stata riposta nella modalità multiplayer online, autentico cavallo di battaglia sin dal primo capitolo e che, in occasione dell’uscita di “Judgment”, è stata nuovamente migliorata. Oltre alla classica modalità campagna da affrontare in cooperative, infatti, troviamo le “solite” modalità Team Deathmatch, Free for All, a cui si aggiungono Domination, OverRun e Survival.

Tirando le somme, non ci resta che segnalarvi un comparto grafico degno della fama di Gears of War, impreziosito questa volta da una palette di colori che esalta le dettagliatissime texture che compongono i personaggi e gli ambienti di gioco. Il frame rate evidenzia delle incertezze solamente nelle fasi più concitate, ma in generale questo non rappresenta un problema. Poco felici sono invece alcuni evidenti bug grafici, che però fortunatamente non si manifestano con regolarità.

Gears of War: Judgment è in definitiva un ottimo titolo, con una buona longevità data da una campagna in singolo appassionante ed una componente multiplayer online che promette di scalare nuovamente le classifiche di Xbox Live. Certo, alcune modifiche a livello di gameplay e qualche sporadico errire grafico non lo rendono un gioco perfetto, ma per i fedelissimi della saga e gli amanti degli sparatutto rappresenta indubbiamente un must.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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