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Una seconda vita per i bunker svizzeri

Di Peppo, 19.02.16 Curiosando

Nonostante la Svizzera sia notoriamente un Paese politicamente neutrale, non ha mai nascosto o trascurato la sua forte connotazione militare. La fortificazione della regione alpina svizzera è iniziata nel 1880, con una maggiore intensificazione ed alcuni ammodernamenti fatti durante il periodo della guerra fredda che ha portato la Confederazione ad avere rifugi antiatomici nucleari in ogni casa, nei palazzi delle istituzioni e negli ospedali. Questi in breve i numeri: sono quasi 300.000 bunker e 5.100 rifugi pubblici che, in caso di necessità, potrebbero accogliere l’intera popolazione svizzera.

Ma oggi, restando comunque un Paese neutrale e privo di minacce immediate per i suoi confini, la maggior parte dei bunker sono rimasti vuoti ed inutilizzati e molti stanno cadendo in rovina. Alcuni sono stati trasformati in centri di accoglienza per persone senza fissa dimora, altri come musei e alberghi. Negli ultimi tempi inoltre, con l’arrivo dei numerosi profughi sulle coste mediterranee ed in generale in Europa, anche la Svizzera si è fatta avanti scegliendo di accogliere i rifugiati in strutture messe a disposizione dallo Stato andando proprio ad utilizzare i bunker.

Questo appena citato non è l’unico esempio di riconversione messo in atto. Infatti se consideriamo che l'oneroso costo di smantellamento andrebbe a superare di gran lunga quello che serve ogni anno per mantenerli e tenendo presente che molti di questi sono stati realizzati in modo da potersi mimetizzare con l’ambiente circostante, si è scelto di riconvertirne alcuni concedendoli una “nuova vita” sotto forma di alberghi, di musei, persino di caseifici e di aziende-serra per coltivare funghi.

Immagine: Flickr.com - Kecko

Un esempio ticinese è il “Felsenhotel La Claustra” vicino ad Airolo dove è stato preso un rifugio a 2050 mt sul livello del mare ed è stato trasformato in albergo con annesso ristorante. Sulle pareti delle stanze si possono trovare grandi fotografie del paesaggio circostante al posto di “convenzionali” finestre, per dare comunque la sensazione all’ospite di essere circondato dalla natura e smorzare la fobia del chiuso.

Oltre il Gottardo invece possiamo trovare l’azienda di Alex Lussi , la "Gotthard Pilze GmbH" dove all’interno di un bunker vengono coltivati i funghi della varietà shiitake. Questi originariamente asiatici, hanno trovato il giusto clima (umidità, calore e buio) proprio all’interno del vecchio rifugio trasformato in serra.

Le fortificazioni assumono quindi un nuovo volto, offrendo ospitalità e delle nuove altrentive imprenditoriali. 


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