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Il barrito del disoccupato

Di Peppo, 02.03.16 Curiosando

Non è un gioco da ragazzi trascinare gli enormi tronchi d’albero tagliati nelle foreste della Birmania. Lo sanno bene gli elefanti che da anni portano avanti questo duro lavoro, rappresentando una parte importantissima della catena produttiva a livello nazionale nel settore del legname. Ma qualcosa è cambiato e questi poveri e instancabili lavoratori stanno per essere per sempre licenziati.

Tutto accade circa tre anni fa quando una legge che vieta l'esportazione di legname grezzo ha dato vita alla più grande crisi occupazionale della storia nel mondo dei pachidermi che ora si vedono senza lavoro e in esubero e per loro si teme il peggio. Infatti, essendo abituati ai lavori forzati ed ad andare su e giù per trasportare legname, come accade per gli uomini, anche loro stanno accusando il colpo. Infatti ingrassano, sono irascibili e difficile da gestire e i funzionari del governo asiatico sono consapevoli del fatto che hanno da gestire la più grande popolazione di elefanti (sono 5.500 animali) in cattività del mondo.



Immagine: en.wikipedia.org

E se andiamo a fondo con i numeri, tra i pachidermi che hanno aiutato da sempre l’industria del prezioso teak si stima siano 2.500 quelli oggi senza lavoro; molti di loro vivono nelle giungle del Myanmar orientale a circa due ore e mezza dal confine tailandese, portando nello sconforto anche gli stessi proprietari che continuano comunque a foraggiarli affrontando delle spese alla lunga insostenibili. Ascoltando gli esperti, il duro lavoro svolto giornalmente dagli elefanti è anche fonte di longevità. Infatti uno studio del 2008 ha calcolato come gli elefanti del Myanmar, che hanno un rigoroso regime di lavoro e gioco, vivono il doppio del tempo rispetto ai loro simili tenuti negli zoo europei, stimando un'età media di 42 anni rispetto ai 19 degli animali da zoo.  Si pensi inoltre che i governi militari aderirono a un codice del lavoro rigoroso per gli elefanti allevati nel periodo coloniale britannico che comportava giornate lavorative di otto ore ed una settimana di lavoro di cinque giorni, la pensione a 55 anni, il congedo di maternità obbligatorio, le vacanze estive e una buona assistenza medica. Ci sono poi dei campi dedicati agli elefanti in maternità e quelli in pensionamento gestiti direttamente dal governo. Un affare di stato insomma dove in un Paese in cui le prestazioni sociali più elementari erano assenti durante gli anni della dittatura, le leggi sul lavoro dei pachidermi sono state in gran parte rispettate anche perché un elefante sovraccarico di lavoro è un animale molto pericoloso. Come risulterebbe poi esserlo per le colture in primis se lasciato improvvisamente in libertà.

Mentre si attende una soluzione, i proprietari degli elefanti stanno affrontando la disoccupazione in vari modi. Nonostante l’esportazione sia tecnicamente illegale senza il permesso ufficiale, alcuni stanno contrattando la vendita dei loro animali a uomini d'affari in Thailandia, dove saranno impiegati nel settore del turismo Thai come spettacoli e trekking nella giungla. Ma altri proprietari dicono che non possono sopportare l'idea di vendere i loro amati elefanti, i quali si augurano un sereno epilogo della vicenda.


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