Capa normandia

Robert Capa

Di Salvatore Vitale, 15.04.13 Dark Room

Endre Ernő Friedmann, meglio conosciuto come Robert Capa e fondatore dell'agenzia Magnum con Henri Cartier-Bresson, studia scienze politiche all'Università di Berlino, ma la sua passione per la fotografia, che sviluppa completamente da autodidatta, lo porta a lavorare fin da giovane come assistente per Dephot, un servizio di fotografia tedesco.

Nel 1933, con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, è costretto ad emigrare a Parigi dove comincia a lavorare come fotografo freelance e dove s'innamora della fotografa tedesca Gerda Taro. Quest'ultima lo aiuta a introdursi nella società parigina e gli consiglia di cambiare il proprio nome in Rober Capa.

Arriva la guerra di Spagna e Gerda Taro rimane uccisa durante un attacco aereo. Il fotografo ungherese continua il suo lavoro e scatta il Miliziano che muore, una delle immagini più rappresentative della guerra, nonchè una delle più famose del Novecento.

Capa continua la sua carriera come fotografo documentarista, spesso al fronte. Va in Cina dove realizza un reportage isu Chang Kai-shek, gli spettacoli di propaganda, ma soprattutto un'immagine dei bambini che giocano immersi nella neve, in cui riesce a catturare un momento che sembra esulare il contesto in cui l'immagine è stata scattata.

 

Oltre ai reportage nella Gran Bretagna sotto i bombardamenti, in Italia, Germania, Isdraele e Indocina, dove muore nel 1954, Capa realizza il suo lavoro più intenso e celebre durante il famosissimo D-Day, ossia il giorno dello sbarco in Normandia.

Il fotografo racconta che le condizioni erano estreme sia per via delle pallottole che squarciavano l'aria, sia per il fatto che la luce non gli permetteva di realizzare dei buoni scatti. Rischia la vita ma alla fine riesce a portare a casa il reportage. Durante lo sviluppo, i negativi subiscono dei danni e si riescono a salvare solamente 11 foto presenti nel quarto rullo, donando alla storia quelli che sono fra gli scatti più rappresentativi della Seconda Guerra Mondiale.

Ma Capa non era solamente un fotografo al fronte, i suoi amici di sempre raccontano di un uomo ironico e amante della vita, degli amici e delle donne. Lo testimoniano i celebri scatti agli amici di sempre come Picasso, Truman Capote, Faulkner, Hemingway e Ingrid Bergman, con la quale ha anche una storia d'amore.

La grandezza di Robert Capa sta nel fatto che è riuscito a catturare nel volto di semplici persone tutto il dolore della guerra. Le sue fotografie sono un manifesto contro ciò che definiva l'autodistruzione dell'essere umano ed esce fuori, in maniera molto evidente, questo dualismo eterno fra l'istinto alla sopravvivenza e la tendenza all'autodistruzione. 
 


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