Trilogia cittadik

Trilogia della città di K

Di Gabriele Scanziani, 30.08.13 Tra le righe

Libro consigliato dai Good Ol' Boys.

Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna. Questi i titoli dei tre romanzi che costituiscono la “Trilogia della città di K”. L’operà, di Ágota Kristóf è stata pubblicata postuma ed ha, come tutti i grandi romanzi, delle parti fortemente autobiografiche.

E la storia di una donna e di due bambini, narra una migrazione faticosa, fatta di incontri con personaggi strani, scandita dal rumore delle valigie di cartone che strisciano per terra durante il viaggio e dal rombare dei camion militari che vanno e vengono. I tre camminano per arrivare in una grande città, che il lettore conosce solo come K., la donna cerca di raggiungere la casa di campagna, a metà fra una fattoria e un casolare, di sua madre.
Nella città si respira aria di guerra, pochissimi sono i palazzi ancora in piedi e la metropoli subisce costanti bombardamenti, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

I tre romanzi che costituiscono la trilogia scaturiscono dalle esperienze vissute dalla scrittrice, che nel 1956 è dovuta fuggire dall’Ungheria col marito per salvarsi dalla repressione sovietica. Rifugiata in Svizzera, ha scritto unicamente in lingua francese. “La trilogia della città di K” è considerato da molti un capolavoro della letteratura moderna, sia da un punto di vista stilistico che per la forza con cui rispecchia la storia di fuga della stessa autrice.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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