Titanic

Il primo e ultimo viaggio del Titanic

Di Sabrina Rauseo, 16.04.13 Curiosando

Considerato il gigante, “l'inaffondabile”, evidente resta il richiamo mitologico alla grandezza e alla potenza delle divinità dell'olimpo greco, attribuiti al Titanic: il più grande, lussuoso e maestoso transatlantico di tutti i tempi, “quello che solo con il suo nome osò sfidare Dio in persona” e di cui si dice, non a caso, - che un marinaio, vedendo la preoccupazione di una ricca passeggera alla vista della stazza del transatlantico- esclamando le disse: “tranquilla signora, nemmeno la mano di Dio può affondare il Titanic”.

Tra la notte del 14 e il 15 di aprile del 1912, dopo poco più di tre giorni dal suo viaggio inaugurale dal porto di Southampton (Regno Unito), la nave più “sicura del mondo”, che con la sua prua rivolta all’Atlantico, proseguiva indisturbata alla volta di New York , entrava, invece, in rotta di collisione con un iceberg che provocò allo scafo del Titanic uno squarcio tale che di lì a poco fece pronunciare a colui che lo progettò, Mr. Andrews, le tragiche e quasi surreali parole: “Il Titanic affonderà”! È l’inizio della fine dell'inaffondabile: e l'ironia della sorte volle che a capitanarlo fu Mr. Smith, che a pochi giorni dalla partenza venne cambiato l'incarico di portare a destinazione il Titanic al posto dell'Olympic; l’orchestra che non smetterà mai di suonare, i soccorsi che non riusciranno mai ad arrivare per tempo. Il Titanic, spezzandosi in due tronconi, affonderà inesorabilmente nelle acque gelide dell’Atlantico, portando con sé 1518 passeggeri compreso l’equipaggio, dei 2223 imbarcati.

Il Titanic fu il secondo di un trio di transatlantici gemelli: l’Olympic, l’unico delle tre non affondato ma demolito nel 1935 e il Gigantic, rinominato Britannic in seguito all’affondamento del Titanic, e affondato anch’esso nel 1916; costruiti tra il 1909 e il 1912 nel grande cantiere navale Harland & Wolf di Belfast (Irlanda del Nord) per volere della compagnia navale White Star Line, che aveva un'abitudine curiosa: quella di dare alle sue navi, le più grandi del mondo, un nome mitologico che finiva sempre in “ic”. 


"Essere naturali è una posa difficile da mantenere" (cit.)


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