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21 aprile 1980, Rosie Ruiz ruba la maratona di Boston intrufolandosi a pochi metri dal traguardo

Di Andrea Branca, 21.04.13 Today in sports

Ci sono vari modi per “barare” nel mondo dello sport, dal doping sino ad arrivare alla corruzione di arbitri ed avversati. Lo stratagemma adottato da Rosie Ruiz nella maratona di Boston di 33 anni fa, però, ha davvero dell’incredibile: la ragazza si è infatti intrufolata sul percorso di gara poco prima del traguardo, fingendo di aver corso l’intero percorso e facendo credere a tutti di essere la vincitrice con l’incredibile tempo di 2 ore, 31 minuti e 56 secondi!

La 26enne aveva lasciato pubblico e stampa a bocca aperta quando, salendo sul primo gradino del podio, era apparsa decisamente meno affaticata delle altre atlete impegnate nella maratona, rimaste assolutamente incredule per quanto successo.

Dopo aver ricevuto la medaglia, però, i sospetti sulla gara della Ruiz vennero velocemente a galla: la ragazza originaria di Cuba non era infatti in grado di descrivere alcun dettaglio del circuito di gara che - teoricamente - doveva aver percorso solo qualche minuto prima.

“Non ci credo assolutamente. Non credo che quella donna abbia corso una maratona. Non sembra assolutamente stanca, è impossibile!”, aveva dichiarato Bill Rodgers, vincitore maschile dell’84esima edizione della manifestazione.

La maggior parte degli altri corridori, inoltre, hanno velocemente realizzato di non averla mai vista durante la gara. I giudici di gara hanno di conseguenza verificato il tutto analizzando attentamente le immagini TV ed un grande numero fotografie, ma Rosie Ruiz era praticamente introvabile, se non negli ultimi metri.

“Un testimone ci ha rivelato di averla vista balzare in strada tra la Charlesgate e la Commonwealth Avenue, a circa mezzo miglia dal traguardo”, aveva riportato il Boston Globe.

Rosie Ruiz aveva ottenuto il diritto di partecipare alla maratona di Boston dopo aver corso la famosa maratona di New York, che aveva completato con un tempo di 2 ore e 56 minuti. In seguito allo scandalo, però, si è scoperto che anche nella Grande Mela la Ruiz aveva imbrogliato pesantemente. Pure in quel caso, infatti, non era presente in nessuna immagine televisiva della corsa, ed un fotografo aveva rivelato di aver parlato con lei mentre si spostava in metropolitana.

Nonostante le prove schiaccianti, Rosie Ruiz anche dopo anni non ha mai ammesso di aver barato. Si presuppone però che - mentre lavorava come assistente amministrativa a New York - il suo capo sia stato impressionato dalla sua prestazione alla maratona cittadina, tanto da pagarle i costi relativi alla partecipazione alla corsa di Boston. Nel timore di deluderlo, la ragazza aveva architettato la storica truffa, entrata poi di diritto nella classifica dei più grandi scandali sportivi della storia.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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