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Le origini del blue jeans

Di Sabrina Rauseo, 29.04.13 Curiosando

L’invenzione dei blue-jeans non è americana come spesso si pensa, ma riconducibile, per il suo utilizzo, alla Genova mercantile del XVI secolo. Infatti il termine “Blue Jeans” deriva da “bleu de Gênes”, e indicava un tipo di tessuto molto resistente dal colore blu, chiamato “tela blue” che veniva utilizzato per confezionare sacchi per vele e per coprire merci sulle navi mercantili. Noto come fustagno, la sua produzione la si deve alla città di Nîmes, che oltre a tinteggiare il tessuto con l’indaco (proveniente dalle “Indie”) - a differenza di Chieri che usava il Guado (“oro blu” coltivato in Piemonte) - confezionava già calzoni da lavoro indossati dai marinai genovesi. La storia racconta come Garibaldi, marinaio nella battaglia di Marsala, indossasse proprio un paio di jeans.

Ma è nel secolo XIX, grazie ai legami molto stretti tra le due città portuali,  che la “tela blue” tanto apprezzata dai mercanti inglesi e americani - espatria nell’America dei cercatori d’oro - diventa l’indumento da lavoro primario. Alla fine dell'ottocento, in America, il tessuto "Jeans" diventa sinonimo di pantalone a 5 tasche, e il “Denim” da “de Nîmes” il tessuto del pantalone: il grande “marchio storico” che diede origine alla grande industria del Jeans fu Levi Strauss.

Dal 1920 fino ai giorni nostri, il Blue Jeans è stato l’emblema dell’abbigliamento western (1920), del tempo libero (1930), simbolo di contestazione al sistema americano e divisa per gli aderenti ai movimenti per i diritti civili (1960/1970).


"Essere naturali è una posa difficile da mantenere" (cit.)


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