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10 aprile 1992, termina l’unico vero sciopero dei giocatori NHL

Di Andrea Branca, 10.04.13 Today in sports

Con il lockout che ha recentemente paralizzato la NHL e portato una miriade di superstar nel campionato svizzero di hockey, negli scorsi mesi si è fatto un gran parlare della problematica venutasi a creare nel campionato nordamericano, spesso definita erroneamente come uno “sciopero dei giocatori”.

Il “lockout” è invece un concetto dal significato diametralmente opposto che chiama in causa una situazione in cui è il datore di lavoro (in questo caso la massima lega mondiale ed i proprietari delle 30 squadre) che negano la possibilità ai propri dipendenti (i giocatori) di lavorare in seguito a dei disaccordi tra le due parti.

L’unico vero sciopero verificatosi nella NHL viene definito come lo “strike” del 1992, iniziato il 1 aprile e terminato esattamente 21 anni orsono dopo dieci giorni di discussioni tra l’associazione che difende i diritti dei giocatori (NHLPA) ed i vertici della massima lega hockeyistica mondiale.

I giocatori resero ufficiale lo strike quando al termine del campionato e all’inizio dei playoff mancavano un totale di 30 partite, ritrovandosi così in una situazione di vantaggio nei confronti della NHL, che non poteva certo permettersi di annullare la seconda parte di stagione, fase in cui venivano fatti solitamente registrare la maggioranza dei guadagni.

 

Le discussioni si svilupparono con l’aiuto di un mediatore federale, figura che ha permesso anche nel 2012 di arrivare finalmente ad un compromesso e risolvere la spinosa questione. Come detto, lo scioperò durò solamente dieci giorni e si concluse il 10 aprile, giornata in cui NHL ed NHLPA trovarono un accordo della durata di due anni con effetto retroattivo sulla stagione in corso.

Come risultato i giocatori aumentarono l’entità dei loro bonus relativi alle prestazioni nei playoff, ottennero un maggior controllo relativo alla gestione dei diritti sulla loro immagine ed alcune modifiche relative al sistema di “free agent” che regola parte del mercato.

La stagione riprese così normalmente, con un calendario che passò dalle normali 80 partite ad 84. Al termine dei playoff si laurearono campioni i Pittsburgh Penguins, capaci di sconfiggere in 4 secche partite di finale i Chicago Blackhawks.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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