Dishonored

Dishonored

Di Simon Lerose, 27.04.13 Game of the Week

"Interminabile, è la parola che connota l'attesa di questo gioco."
Game of the Week questa settimana propone Dishonored, titolo sviluppato da Arkane Studios (Arx Fatalis, Dark Messiah), che secondo il suo gameplay furtivo, si piazza silenziosamente tra gli scaffali, lasciando da parte presentazioni e promozioni pompose, e decide di mostrare stile e personalità con i fatti.

In Dishonored vestite i panni di Corvo, un lord protettore dell'imperatrice di Dunwall, incastrato in un complotto che vede la morte della donna durante le prime sequenze di gioco. Corvo è di ritorno da una missione diplomatica che ha come scopo quello di cercare aiuto per alleviare la peste che infesta la città, quando le vicende appena descritte si sviluppano. Il protagonista si vedrà accusato, imprigionato, e in seguito ricercato, per l'omicidio dell'imperatrice, uccisa in realtà da nobili corrotti che bramano il potere. Corvo riuscirà a fuggire dalla prigione grazie all'aiuto di alcuni ribelli ai quali si unirà e da dove comincerà l'avventura.

L'idea narrativa non è particolarmente esaltante e ben presto passerà in secondo piano per dare spazio ad altri punti di forza del gioco. Ciò che colpisce subito è il level design e la realizzazione della città di Dunwall, ambientazione a metà tra la Londra ottocentesca e un mondo futuristico con elementi di rivoluzione industriale. L'elemento di forza sta nella città: così viva, malgrado il decadimento e l'atmosfera malsana, e soprattutto molto libera ed esplorabile (non si tratta della stessa libertà di Batman Arkham City o Assassin's Creed, ma la città è suddivisa in aeree accessibili durante le missioni) con i suoi vicoli, tubi, cunicoli, tetti e piena di rune e segreti da scoprire; un'ambientazione innovativa, originale e interessante proprio perché mai vista in giochi del passato.



La parola chiave del gameplay di Dishonored è libertà d'azione; l'utente ha la possibilità di raggiungere pressoché ogni punto visibile della città e può affrontare quasi ogni situazione in diversi modi, avendo a disposizione diverse capacità, armi e modi di intervenire, o meno, sui nemici. La scelta è di affrontare il gioco come un violento assassino vendicatore o agire furtivamente in favore della giustizia, aggirando i nemici e senza compiere un'uccisione durante tutta l'avventura. Chiaramente ci saranno delle conseguenze: se si sceglie la via del sangue, la città vedrà aumentare la presenza di ratti famelici e di piangenti ("zombie" pronti ad attaccare voi e le guardie senza distinzione). In questo modo verrete anche scoperti più facilmente e lascerete segni che insospettiranno la milizia, che di conseguenza aumenterà il numero di soldati. Al contrario, muovendovi furtivamente avrete la possibilità di aggirare i nemici e agire indisturbati verso il vostro obiettivo. In più, finali diversi vi si presenteranno a seconda del livello di caos che avrete portato in città.

Oltre a spada, pistola e balestra armata di dardi normali o velenosi, Corvo acquisirà nel corso dell'avventura cinque capacità speciali (potenziabili usando le rune disseminate per la città) che, insieme all'esplorazione, sono il fulcro del gioco. In primis troviamo la Traslazione, un semplice teletrasporto che permetterà al protagonista di muoversi sui tetti e tra i vicoli di Dunwall, senza doversi arrampicare. La capacità è molto utile, precisa (permette di spostarsi sui piccoli spazi offerti dai lampioni) e soprattutto utilizzabile ripetutamente senza consumare grandi quantità di mana (magia). Inoltre abbiamo anche la Visione oscura che permette di vedere attraverso i muri e scovare i nemici, la Distorsione che permette di rallentare o fermare completamente il tempo, la Possessione che permette di manovrare esseri umani o animali per un periodo di tempo, il Branco famelico, un branco di ratti voraci che divoreranno i nemici in pochissimo tempo, e il Ciclone, utile a spazzare via i nemici, aprire porte o respingere frecce e proiettili leggeri. La scelta è vasta e varia, i ragazzi di Arkane Studios hanno fatto di tutto in modo che il giocatore possa vivere l'avventura in maniera creativa e personale.



Teoricamente, il gioco ha una durata di circa dieci ore, se giocato in maniera lineare e abbastanza rapida. Bisogna specificare però che la scelta delle proprie azioni e soprattutto la pianificazione di queste ultime possono far variare la durata delle missioni, passando da venti minuti a due ore, a dipendenza del volere dell'utente. Diventa quindi difficile dare un dato corretto in merito alla durata del titolo; percorsi alternativi, obiettivi secondari, rune, segreti e libertà di scelta lasciano infine al giocatore la decisione, arrivando a una durata di circa venti ore. L'elemento di rigiocabilità è forte, grazie alle differenti scelte che si possono fare, ricominciando l'avventura utilizzando uno stile più furtivo o più sanguinario, cercando di raggiungere il titolo di fantasma, ovvero senza essere scoperto dalle guardie, oppure cercando di evitare ogni uccisione.

In conclusione, Dishonored è un piccolo capolavoro che lascia il tutto all'ingegno e alla creatività del giocatore, permettendogli di uscire dal cammino tracciato dagli sviluppatori e disegnare il proprio. Un gioco che arriva sul mercato silenziosamente ma che sa distinguersi in questo panorama caratterizzato da colossal videoludici, proponendo meccaniche che non si vedevano da anni, catturando l'attenzione di molti. Ci si sente di consigliare fortemente questo gioco che può diventare (se non lo è già) un riferimento, un must-have, una pietra miliare da mostrare con orgoglio agli amici.
 


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
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