Doisneau 4

Robert Doisneau

Di Salvatore Vitale, 29.04.13 Dark Room

Doisneau si avvicina alla fotografia da autodidatta in quanto vede nella macchina fotografica il media ideale che gli permette di fissare in maniera istantanea immagini della vita della città di Parigi.

Partendo da questo particolare si può percepire come, passato alla storia della fotografia con ampi meriti, Doisneau fosse un fotografo di strada che, con i suoi capolavori su pellicola è riuscito a imprimere la vita di una delle città più famose al mondo, donandoci un panorama fatto di persone, luoghi e situazioni che ha sicuramente contribuito a costruire l'immaginario comune che si ha della capitale francese.

La sua carriera fotografica inizia nel 1934 quando viene assunto dalla Renault come fotografo industriale e pubblicitario. Nel 1939 arriva la guerra ed è costretto ad abbandonare la fotografia perchè arruolato nella resistenza fino alla fine della guerra. 

Alla fine della guerra comincia a lavorare come fotografo permanente per la rivista Vogue. Grazie a questo lavoro riesce ad inserirsi negli ambienti dell'aristocrazia francese. Quello che lo attrae è, però, la strada, con i suoi protagonisti e gli attimi che riesce a rubare.
 
Grazie al suo occhio e alla sua esplorazione, il fotografo francese, riesce a donare uno sguardo di Parigi che va oltre. È possibile definirlo un fotografo umanista per la sua capacità di cogliere quegli aspetti quasi impercettibili della vita quotidiana dei protagonisti che vivono una città in tutti i suoi aspetti. 

Quello che viene fuori è un quadro autentico di una città. Una visione romantica, poetica, elegante, ma anche triste e malinconica quando fotografa le banlieues.


Robert Doisneau, La voiture fondue, 1944

La potenza visiva, espressiva e umana dei suoi scatti è assai presente in quello che, forse, è il suo scatto più celebre: Bacio davanti all'Hotel De Ville. La foto ritrae due giovani che si scambiano un bacio per le caotiche vie di Parigi (immagine di copertina) ed è divenuto simbolo dell'amore giovanile e romantico nella città francese.

Ma oltre all'amore c'è anche l'altra faccia di Parigi. Quella nascosta, quella che vive di notte. Il fotografo francese gira spesso durante la notte per fotografare la città marginale, quella che solitamente non si vede. Ed è durante uno di questi peregrinagi notturni che Doisneau incontra e fotografa Coco, un soldato della Legione Straniera divenuto clochard o un uomo che, sdraiato sul suo letto, ammira i poster di alcune pin-ups. 


Robert Doisneau, Café des Halles, Paris, Clochard, 1952


Robert Doisneau, Dream Creatures, 1952


Indubbiamente Robert Doisneau è uno di quei fotografi che col suo occhio è riuscito a donare il ritratto di una città viva, romantica, nostalgica, che vive delle strade, della gente, dei clochard e di tanti luoghi scomparsi che, però, sono divenuti immortali grazie ai suoi scatti.


Robert Doisneau, Cabaret L'Enfer, Paris, 1952


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