Fiat g.212 i elce tragedia superga

4 maggio 1949, la tragedia di Superga in cui perse la vita il Grande Torino

Di Andrea Branca, 04.05.13 Today in sports

Il 4 maggio è purtroppo ricordato come una delle giornate più tristi della storia del calcio mondiale. Esattamente 64 anni fa, infatti, si è verificata quella che è poi stata denominata come la “Tragedia di Superga”, ovvero l’incidente aereo che ha visto perdere la vita all’intera squadra del Grande Torino.

La compagine granata, che in quegli anni dominava il calcio italiano avendo vinto addirittura cinque scudetti consecutivi, si era recata a Lisbona per disputare un’amichevole con la compagine del Benfica ed omaggiare così il capitano della squadra portoghese, José Ferreira.

Dopo aver preso parte all’incontro, la squadra del Torino ha incontrato quella del Milan (diretta a Madrid) e è poi decollata da Lisbona in direzione del capoluogo piemontese alle ore 9:40 a bordo dell’aereo Fiat G.212 delle Avio Linee Italiane.

Le condizioni meteorologiche si sono presto rivelate poco indicate al volo: nubi intense e quasi a contatto con il suolo, forte pioggia e raffiche di vento, visibilità scarsissima. Tutto questo ha provocato nella fase di atterraggio una deriva verso dritta, che ha così allineato l’aeroplano con la collina di Superga, quando invece i piloti erano convinti di trovarsi in rotta verso la pista di atterraggio.

Un ulteriore elemento fatale - si scoprì in seguito - era stato quello dell’altimetro, che pare si fosse bloccato segnando perennemente i 2000 metri di altezza, rendendo così impossibile procedere ad una manovra di atterraggio di successo in una situazione di bassa visibilità. I piloti, infatti, erano convinti di trovarsi ancora a quell’altezza quando hanno iniziato la manovra di discesa, mentre in realtà si trovavano a soli 600 metri.

Esattamente alle ore 17:03 di 64 anni orsono, l’aereo che doveva riportare a casa il Grande Torino si andrò a schiantare violentemente contro il terrapieno della Basilica di Superga, da quel giorno mai restaurata in ricordo della tragedia ed in tributo ai deceduti. Per il pilota, il tenente colonnello Meroni, non ci fu assolutamente nulla da fare per evitare l’impatto.

Le vittime furono in totale 31, ovvero l’intera squadra del Torino e lo staff al seguito, l’equipaggio dell’aereo, ed i giornalisti Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (inviato de La Stampa). Al funerale accorsero quasi un milione di persone, che hanno così dato l’estremo saluto ad una squadra che, come attestato di stima, era stata dichiarata vincitrice dello scudetto a tavolino.

L’incidente ebbe forti ripercussioni emotive sul mondo del calcio italiano, tanto che la Nazionale (in precedenza costituita in buona parte dai giocatori del Grande Torino) si recò ai Mondiali previsiti in Brasile in nave.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
Scritti: 328 articoli