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Richard Avedon

Di Salvatore Vitale, 01.04.13 Dark Room

Richard Avedon è uno di quei fotografi che ha nettamente contribuito all’affermarsi della fotografia di moda. Fotografo autodidatta, nel 1944 fa l’incontro che gli cambierà la vita con Alexey Brodovitch, il legendario direttore artistico di Harper’s Bazaar.
L’assenza totale di elementi di disturbo grazie all’utilizzo di fondali bianchi e l’estrema semplicità dei suoi ritratti nei quali si può scorgere nel profondo il soggetto hanno, catturato l’attenzione del mondo artistico e del pubblico.

Ma è con la fotografia di moda che Avedon esprime totalmente se stesso. Nei suoi scatti vi è la sua visione personale fatta di un mondo di immagini vive, vicine alla vita stessa. È in questo periodo che vi è un cambiamento nel modo in cui Avedon ha di ritrarre i suoi soggetti. Abbandona lo studio fotografico per scattare in spazi aperti, connessi al quotidiano. Le strade di Parigi, e i suoi cafés fanno da sfondo ai modelli. Un valido esempio ne è la celeberrima foto Dovima with Elephants, Evening Dress by Dior, Cirque d’Hiver, Paris, August 1955, in cui Avedon ritrae la sua modella fra gli elefanti. Oltre al fascino inusuale, la foto s’impregna del contrasto fra la raffinata eleganza della modella e la situazione nella quale è inserita. Da questo momento in poi si avvia un nuovo filone di mise en scène fotografica che ha ispirato e continua a ispirare generazioni di fotografi.

Negli anni che seguono, Avedon crea scandalo con una serie che ritrae la lenta agonia di suo padre. Gli scatti fanno emergere il loro rapporto con una sottaciuta ironia che accompagna il lento disgregarsi di una forte personalità.

Il lavoro di Avedon si sviluppa intorno al sociale quando, col suo libro In the American West, crea ancora scandalo per la visione che dà del West americano, fatto di diversità sociale, condizioni di lavoro precarie e razzismo. A ciò si accosta una serie di ritratti scattati ai malati di mente reduci dal Vietnam, ricoverati al Luisiana State Hospital.

Sono però i suoi ritratti in grande formato a fare la storia della fotografia. Si tratta più che altro di ritratti scattati a membri della Warhol Factory, dei Chicago Seven, della Ginsberg Family e del Mission Council.

Nel 1989 Avedon fotografa la folla nella notte della caduta del Muro di Berlino. In questi scatti, raccolti nella serie Brandeburg Gate, le espressioni che si possono scorgere nei soggetti vanno dalla felicità esuberante all’apprensione per l’incertezza del futuro.

Per la sua capacità di saper entrare nel profondo dell’animo dei suoi soggetti, in qualunque contesto essi si trovino, Avedon è e rimane uno dei fotografi più importanti e determinanti di tutti i tempi.


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