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I cameo di Sir Alfred Hitchcock - Parte 2

Di Sabrina Rauseo, 19.05.13 Curiosando

Nel cameo l’attore, rivolgendo il suo sguardo all’obbiettivo, parlava rendendo anche complice lo spettatore. Tra Hitchcock e il suo pubblico non vi era alcuna interazione!

Il regista inglese, nei suoi eccentrici camei si comportava come un qualsiasi figurante (comparsa), ma abilmente, lasciando allo spettatore quel senso d’incredulità, perché riconosceva in quella figura Alfred Hitchcock. Che comunque sia non smetteva mai i panni di se stesso.

Infatti tra i suoi film più conosciuti lo ritroviamo mentre:
mette a punto una pendola in casa di un pianista ne “La finestra sul cortile” (1954)
sosta davanti all’ufficio di Marion, con in testa un cappello da texano in “Psyco” (1960)
esce da un negozio di animali, portando al guinzaglio due fox-terrier bianchi in “Gli uccelli” (“Birds” 1963)
è tra la folla, con in testa la bombetta, mentre assiste al ripescamento del cadavere di una donna “Frenzy” (1972)

Le apparizioni del regista più difficili da realizzare sono state quelle in spazi chiusi, come ad esempio in :

I prigionieri dell’oceano” (1943): nella scialuppa, compare in una fotografia di un giornale, a pubblicizzare un dieta dimagrante…

 “Il delitto perfetto” (1954): è immortalato su una fotografia di vecchi compagni di scuola, mostrata da James Stewart al detective.

Un aneddoto racconta, che l’ultima apparizione dal vivo di Hitch, a meno di dieci giorni dalla sua scomparsa, fu la sua cerimonia funebre messa in scena da lui stesso! Questa sua ultima rappresentazione venne inscenata per un agenzia di stampa che la presentò come un originalità, mentre era il presagio della morte stessa di Sir Alfred Hitchcock.


"Essere naturali è una posa difficile da mantenere" (cit.)


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