20120710105720

Resident Evil 6

Di Andrea Branca, 11.05.13 Game of the Week

Resident Evil è da quasi un ventennio (il primo capitolo risale al 1996) uno dei franchise di maggior successo del mondo dei videogiochi, con il successo della serie nata su PlayStation che ha poi dato vita ad una lunga serie di spin-off, trasposizioni cinematografiche, serie animate, fumetti ed infinite tipologie di merchandise. La serie è però profondamente cambiata nel corso degli anni, abbandonando sempre di più la sua natura di survival horror per strizzare l'occhiolino all'azione pura.

Dopo i primi due capitoli all'insegna della paura e della costante tensione, Capcom si era orientata su un'impostazione leggermente più action già in Resident Evil 3: Nemesis, episodio che aveva preparato il terreno all'autentica rivoluzione proposta nella quarta iterazione, uscita in esclusiva per GameCube e poi convertita per diverse altre piattaforme. La classica telecamera a “volo d'uccello” era infatti stata sostituita da una visuale di gioco libera e tipica dei più moderni titoli d'azione in terza persona, perdendo però per strada quella componente di costante tensione che aveva reso celebre la serie nel corso degli anni.

Resident Evil 5 aveva definitivamente concluso questo processo, presentandosi agli appassionati come un action game puro e semplice, senza la pretesa di voler far sobbalzare i giocatori dalla sedia, ma concentrandosi su un ritmo di gioco serrato e sequenze altamente spettacolari. Il sesto capitolo prometteva di voler tornare alle origini, introducendo una marcata componente horror nella speranza di accontentare anche i fan storici della serie.

Purtroppo, però, Resident Evil 6 non riesce in un'impresa che in questa generazione di console è stata portata a termien da ben pochi titoli. Il modo migliore per avvicinarsi al gioco è dunque quello di rassegnarsi ed accettare il fatto di trovarsi di fronte “solo” ad un ottimo action game, godendosi così senza particolar riserve ciò che l'ultimo lavoro di Capcom ha da offrire.

Le prime battute di gioco vedranno i giocatori nei panni di Leon, vecchia conoscenza della serie nelle cui vesti si proseguirà in un breve tutorial per famigliarizzare con gli aspetti fondamentali del gameplay. Una volta completata questa fase, l'utente ha la possibilità di scegliere tra una delle tre campagne disponibili (una quarta si attiverà una volta superate tutte le altre), ognuna caratterizzata da un protagonista, un'impostazione ed una storyline diversa.

I nostalgici opteranno indubbiamente per continuare ad impersonare Leon, nella speranza di tuffarsi così in una modalità in grado di richiamare le sensazioni di RE2. Speranza vana, purtroppo, dato che la sua campagna è probabilmente quella costellata dal maggior numero di incertezze, questo sia dal punto di vista delle meccaniche di gioco, sia a causa di alcune fasi inserite forzatamente in un contesto di tutt'altra natura. Nonostante questo, però, l'avventura di Leon e della sua partner Helena migliora a vista d'occhio con il passare dei minuti, permettendo di sfruttare ed apprezzare appieno il sistema di controllo e l'appassionante cover system.

Abbandona invece qualsiasi ambizione di mettervi paura la campagna di Chris e del suo compagno Piers, i quali affronteranno con qualsiasi arma in loro possesso una tipologia di zombie dall'intelligenza particolarmente sviluppata denominata “J'Avo”. La loro storyline può vantare un ritmo serratissimo ed i classici combattimenti con boss giganti e che sembrano non voler morire mai, uno dei marchi di fabbrica della serie che anche in questa occasione non vi deluderanno.

Il grado di spettacolarità ed azione di Resident Evil 6 tocca poi il suo apice con la campagna dedicata a Jake e Sherry, con la vita del primo che assumerà velocemente un grandissimo valore in quanto immune dal virus C che sta trasformando tutti in zombie ed il cui sangue potrebbe dunque rappresentare l'unica speranza di salvezza. La coppia risulta diversa da tutti gli altri personaggi che controllerete del gioco grazie ad alcune capacità sovraumane, aspetto che vi catapulterà in situazioni altamente spettacolari e spesso condite da esplosioni di chiaro stampo hollywoodiano.

All'appello manca dunque solo la quarta campagna, di cui vi avevamo accennato in precedenza. Questa diventa disponibile una volta completate le altre tre e, nonostante presenti una durata decisamente contenuta, rappresenta comunque un'ottima sorpresa che contribuisce ad allungare la già buona longevità del titolo. La protagonista è Ada Wong, anche lei una vecchia conoscenza di Resident Evil 2 e che i fans avranno sicuramente estremo piacere nell'impersonare. La fase di gioco dedicata all'eroina ha fondamentalmente lo scopo di tappare alcune falle narrative lasciate aperte dalle altre campagne, ma grazie ad interessanti fasi stealth e a delle abilità esclusive, questo piccolo extra non vi lascerà sicuramente delusi.

Resident Evil 6 si presenta dunque come un titolo solido e tecnicamente molto valido, anche se la divisione in campagne evidenzia alcune "disparità di trattamento" che rendono delle fasi di gioco più curate di altre. Questo si riflette anche nel comparto grafico, a volte letteralmente strepitoso, altre con evidenti limiti a livello di texture e modelli poligonali. Nonostante questo, però, l'ultimo capitolo della saga Capcom rimane un must per gli appassionati e per tutti gli amanti del genere action. Tutto ciò che il titolo vi chiede di fare, in fondo, è di chiudere un occhio su una componente horror che oramai sembra appartenere definitivamente al passato.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
Scritti: 328 articoli