Breakfast

Behind the Scenes / Breakfast at Tiffany’s

Di Sara B., 10.06.13 24 Fotogrammi

Colazione da Tiffany appartiene a quelle commedie classiche dal fascino intramontabile, capace di catturare gli spettatori ancora oggi a più di 50 anni dalla sua uscita. Lei bellissima ed elegante Audrey Hepburn è di una grazia ammagliante nella parte della sofisticata Holly Golightly. Intorno le ruotano i personaggi più disparati e divertenti, dal vicino di casa giapponese al mafioso italoamericano, dal ricco diplomatico brasiliano all’agente hollywoodiano e altri ancora. Senza dimenticare Gatto e ovviamente Paul, il principe azzurro, povero ma che le aprirà gli occhi sulla vera ricchezza, l’amore.
Poi c’è New York, il fascino della Grande Mela, e al n. 727 della Fifth Avenue, Tiffany & Co. ed è da qui che ha inizio la storia.

Glissando sulla trama, che va assaporata più che raccontata, andiamo a scoprire qualche curiosità dietro le quinte!
La pellicola si ispira alla novella di Truman Capote dalla quale però si discosta molto, oltre che sul finale, anche su alcuni aspetti della vita di Holly, volutamente tralasciati perché non adatti alla figura raffinata di Audrey Hepburn. Inoltre Holly Golithly nel romanzo aveva circa 19 anni quando incontra Paul, la Hepburn ne ha 31 quando gira il film.
Truman Capote voleva Marilyn Monroe nella parte di Holly, ma l’insegnante di recitazione di lei, Lee Strasberg, glielo sconsigliò in quanto riteneva che interpretare una ragazza su chiamata avrebbe lesionato la sua reputazione.
Nonostante il fisico esile, Audrey Hepburn aveva partorito da appena tre mesi il suo primo figlio quando iniziò le riprese.
La Hepburn disse che la scena in cui butta il Gatto fuori dalla macchina, in strada sotto la pioggia, è stata la cosa più triste che abbia mai dovuto fare in un film.
In totale i gatti utilizzati per le riprese sono stati 9. Il successo del film portò ad un impennata nelle vendite dei gatti di pelo rosso!
Un'altra scena particolarmente ardua per l'attrice fu quella iniziale in cui fa "colazione" davanti alla vetrina di Tiffany, la Hepburn infatti detestava i dolcetti danesi ma il regista si rifiutò di sostituirli con un altro dolce. Inoltre si era raccolto un folto pubblico di fan e curiosi alle sue spalle che la mise in imbarazzo.
Moon River fu scritta appositamente per Audrey Hepburn ed è lei stessa a cantarla.
Ad interpretare lo scorbutico vicino Yunioshi, è un attore americano, Mickey Rooney, in quanto all'epoca era prassi di Hollywood non utilizzare attori orientali.
Il famoso abito nero Givenchy indossato da Audrey Hepburn è stato venduto per ca. 900’000 dollari nel 2006 presso la casa d’asta Christie’s di Londra, diventando così il secondo pezzo appartenente a un film più costoso mai venduto (il primo è l’Oscar vinto da Via col vento come miglior film). Con il denaro è stata costruita una scuola a Calcutta. Una copia dell'abito si trova al Museo del costume di Madrid.
Audrey indossa questo vestito più volte nel film semplicemente cambiando gli accessori così da sembrare di avere look differenti. In totale il tubino nero appare quattro volte.
Amante della semplicità l'attrice prediligeva indossare ballerine, jeans e pullover, suoi sono infatti gli abiti che indossa quando canta Moon River.
La classe e l'eleganza di Audrey in questo film, capace di dare un tocco di raffinatezza anche ai look più semplici, la resero un'icona di stile mondiale e ancora oggi rimane un punto di riferimento per la moda femminile.

Alla scoperta di alcune location del film a New York
L’appartamento di Holly si trova al n. 169 della 59th East, angolo Lexington Avenue.
La biblioteca è la New York Public Library all’angolo tra la 42nd Street e la Fifth Avenue.
Il locale dove vanno a bere è il Club 21, al n. 21 della 52nd Street.
Il muretto della fontana dove Holly e Paul si fermano a parlare si trova alla base del Seagram Bulding, al n. 375 di Park Avenue, incrocio con la 52nd Street, a Midtown.
 

Citazione:

«Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany, comprerei i mobili e darei al gatto un nome!»

 


Appassionata di cinema, amante delle lettere. Immagini e parole che riempiono la vita. «Il cinema è il nastro dei sogni» Orson Welles.

sarabarnabeo@gmail.com
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