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Werner Bischof

Di Salvatore Vitale, 05.04.13 Dark Room

Werner Bischof è un fotografo svizzero, nato a Zurigo nel 1916 e uno dei pionieri del fotogiornalismo internazionale del dopo-guerra. Dopo aver studiato all’Accademia di Arti Decorative di Zurigo si avvicina alla fotografia lavorando come fotografo di moda per il magazine svizzero DU. Nel 1945 dopo aver intrapreso un viaggio con lo scopo di fotografare le conseguenze della guerra in Europa, Bischof si avvicina al fotogiornalismo ed entra nel gruppo della Magnum. Di tale cambiamento dirà:”I miei occhi si aprono, imparo a vedere.” Nonostante questo nuovo modo di fotografare lo costringesse ad abbandonare la foto in studio sulla quale si esercita il pieno controllo a livello di luci, costruzione e situazioni, il fotografo svizzero cerca di applicare un discorso tecnico di perfezione anche all’attimo di cui si nutre la fotografia documentaristica. In effetti, nei suoi scatti, si può ammirare una costruzione dell’immagine esemplare e un controllo della luce e dei contrasti che amplificano la drammaticità veicolata da molte delle sue fotografie. Il suo grande merito è stato quello di abbinare l’estetica al fotogiornalismo.

Tale attenzione per la forma si può notare nella serie che lo ha reso celebre intitolata Carestia In India. Nel fotografare le condizioni di estreme in cui era costretta a vivere la popolazione Indiana, Bischof si pone in una posizione di osservatore distante. Nonostante la tragicità della situazione non rinuncia alla forma, bensì la esalta disponendo i corpi logorati dei soggetti delle sue fotografie in maniera tale da creare una composizione rigorosa di linee verticali e orizzontali.

Tutto il suo lavoro si concentra sull’essere umano, sulla sua tragedia. Egli si fa testimone dei perdenti e degli emarginati, si identifica con le persone che fotografa.

Ma gli scatti che forse esprimono al meglio tutto il lavoro di Bischof sono quelli in cui ritrae i bambini attraverso i quali, a suo dire, si può cogliere il significato della società.

E proprio la foto di un bambino peruviano che passeggia suonando il flauto sul bordo di una scarpata nei pressi di Cuzco in Perù rimarrà alla storia come uno dei suoi ultimi scatti prima della sua morte in un incidente stradale sulle Ande peruviane.


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