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GTA: Grand Theft Auto

Di Andrea Branca, 19.05.13 Classic Games

Uccidere, rubare auto e svolgere missioni criminali. Erano questi gli aspetti principali di Grand Theft Auto, primo titolo datato 1997 di una serie che sarebbe poi diventata con gli anni un grande classico del mondo dei videogiochi. Il gioco allora sviluppato da DMA Design – diventati poi i pluripremiati Rockstar Games – aveva preso in contropiede l'intera industria videoludica mettendo i giocatori nei panni di uno spietato criminale, chiamato a svolgere ogni sorta di missione illegale vagando liberamente per le strade di tre metropoli: Libery City, Vice City e San Andreas.

Grand Theft Auto ha avuto uno sviluppo piuttosto lungo e tortuoso. Il gioco era infatti stato concepito originariamente per PC, PlayStation, Sega Saturn e Nintendo 64, ed è stato più volte a rischio di cancellazione quando ancora portava il nome di “Race'n'Chase”. Fortunatamente, però, gli sviluppatori strinsero i denti e riuscirono a portare a termine con successo lo sviluppo nel luglio del 1996, dando così vita ad un franchise destinato a vendere negli anni successivi oltre 125 milioni di copie in tutto il mondo.

Le meccaniche alla base di GTA sono rimaste invariate nella loro sostanza nel corso degli anni, con il giocatore libero di vagare a piacimento tra le strade della città e di provocare ogni sorta di disastro che gli passi per la mente. Per proseguire nell'avventura il protagonista era chiamato a completare diversi tipi di missioni assegnate telefonicamente dai vari boss criminali della città, che spaziavano dalla semplice uccisione di un altro personaggio, all'inseguimento in macchina oppure alla consegna di merce scottante dall'altro lato della città.

Una volta attivata una missione, sulla videata compariva una freccia che indicava al giocatore dove dirigersi per poter portare a termine il compito a lui assegnatogli. Purtroppo però, nel momento in cui si desiderava scorrazzare a piacimento tra le strade senza una missione precisa, orientarsi nel primo GTA diventava davvero complicato, in quanto non era stato implementato alcun sistema di mappe, aspetto questo fondamentale nelle successive iterazioni della serie.

L'arsenale a disposizione del giocatore andava dai classici “cazzotti” sino ad arrivare ad armi da fuoco che, partendo dalla semplice pistola, includevano anche dei devastanti lanciafiamme e bazooka. Utilissimi anche i giubbotti anti proiettile che, una volta raccolti, permettevano al giocatore di incassare meno danni nel momento in cui si veniva colpiti.

Inutile sottolineare il ruolo fondamentale delle forze di polizia all'interno del gioco, vero e proprio nemico da affrontare a viso aperto oppure da cui scappare nel momento in cui si veniva beccati a compiere qualcosa di illegale. Le proprie azioni tra le strade delle città, infatti, ben raramente rimanevano impunite, con ogni bravata che provocava l'aumento della taglia sulla propria testa, rappresentato da quelle stelline che sarebbero poi diventate uno dei tratti distintivi del franchise.

Oltre alla violenza gratuita proposta dal titolo – che naturalmente non mancò di far discutere – la vera rivoluzione di GTA risiedeva nell'aver portato alla ribalta il concetto di free roaming, ovvero l'idea di dare al giocatore la libertà di muoversi a piacimento all'interno dell'ambiente di gioco, lasciandogli la facoltà di decidere quando e come proseguire nella sua avventura.

Questo elemento, soprattutto grazie al terzo capitolo su PlayStation2 che rappresentò una vera e propria rivoluzione nel mondo dei videogiochi, venne poi ripreso da un innumerevole quantità di titoli, tanto da essere presente oggi in una grandissima fetta di giochi che si trovano sul mercato. Tutto iniziò con il primo GTA, che dal 1997 cambiò ogni cosa.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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