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25 maggio 1965, il "pugno fantasma" di Muhammad Ali che mise KO Sonny Liston

Di Andrea Branca, 25.05.13 Today in sports

Sono tanti i match che hanno fatto la storia del pugilato, ma quello andato in scena il 25 maggio del 1965 alla St. Dominic’s Hall di Lewiston è da tutti considerato come l’incontro più controverso di tutti i tempi. Sul ring erano saliti il campione del mondo dei pesi massimi, Muhammad Ali, e l’ex detentore del titolo Sonny Liston, che si era visto sfilare la cintura dallo stesso avversario nel febbraio del ‘64.

Il primo incontro tra i due era terminato in polemica, dato che Liston si era ritirato dopo il sesto round a causa di un presunto infortunio alla spalla, rendendolo uno dei pochi pugili nella storia ad essere sconfitto per KO tecnico a causa della sua incapacità di lasciare lo sgabello e di ritornare sul ring.

Da quel momento l’attesa per una rivincita si era fatta spasmodica e, dopo che diverse città si erano rifiutate di ospitare un secondo incontro tra i due, Lewiston accettò di organizzarlo ma solamente nella piccola St. Dominic’s Hall. La sala permise infatti solamente a 2’412 spettatori di assistere al match, diventando la più modesta cornice di pubblico di sempre per un combattimento valido per il titolo dei pesi messimi.

Oltre che per la sua importanza a livello puramente sportivo, il match passò alla storia soprattutto per la maniera sospetta in cui terminò. A metà del primo round, infatti, Ali attaccò l’avversario con un veloce destro, che ai più era sembrato però solamente sfiorare Liston. Tra l’incredulità dei presenti - tra cui l’arbitro Joe Walcott - Liston crollò immediatamente a terra con l’aria di essere terribilmente intontito.

Il comportamento del suo avversario scatenò anche lo stupore dello stesso Ali, che non credeva di averlo messo KO con un colpo così semplice. “Get up and fight, sucker!”, gli urlò, mentre l’arbitro era intento ad allontanarlo... Così facendo si dimenticò però effettuare il classico conteggio, compito di cui occupò un suo assistente. Liston riuscì a fatica a rimettersi in piedi, ma dopo pochi attimi venne comunicato all’arbitro principale che il match era da considerarsi concluso, in quanto il conteggio aveva superato nel frattempo i fatidici 10 secondi.

Quel pugno “dato - non dato” da Muhammed Ali entrò nella storia come “the phantom punch”, ovvero “il pugno fantasma”. L’impressione della maggior parte degli appassionati e degli esperti era quella di non aver effettivamente visto il pugno colpire Liston e, anche chi affermava il contrario, non aveva difficoltà ad ammettere che un colpo del genere difficilmente avrebbe potuto metterlo fuori combattimento.

Decisamente una minoranza, infatti, i giornalisti a riportare in fatti in maniera diversa, anche se tra di loro vi erano alcune penne illustri dello sport statunitense, tra cui Jim Murray del Los Angeles Times: “Non c’è stato alcun pugno fantasma. Quel colpo aveva talmente tanta potenza che il piede sinistro di Liston si è addirittura alzato da terra. È stato un pugno perfetto”.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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