Crashbandicoot hero

Crash Bandicoot, il più classico dei platform per PlayStation

Di Andrea Branca, 26.05.13 Classic Games

A metà anni Novanta, mentre Nintendo poteva vantare in Mario 64 un titolo capace di confermare nuovamente Super Mario come icona incontrastata della loro nuova console, SONY e la sua PlayStation erano ancora alla ricerca di una vera identità e di un personaggio che potesse essere considerato come la “mascotte” dell'ultima macchina arrivata sul mercato.

In molti individuavano in Lara Croft la perfetta candidata per questo compito, mentre altri credevano che Solid Snake fosse l'icona perfetta per quella scatoletta grigia che si sarebbe poi ritagliata un posto di diritto nel mondo dei videogiochi. Chi però riuscì veramente a mettere tutti d'accordo fu Crash Bandicoot, il piccolo marsupiale di Naugthy Dog protagonista di una fortunatissima serie di platform.

Il primo capitolo della serie - che si sarebbe poi conclusa con altri due episodi su PSOne e con gli ottimi spin off Crash Team Racing e Crash Bash – è arrivato sul mercato nel 1996 ed ha immediatamente conquistato il cuore dei giocatori. La struttura del titolo e l'impostazione del gameplay era a dire il vero molto semplice, con Crash che era chiamato a superare una serie di livelli e suon di salti ed attacchi rotanti, per poi affrontare il classico boss di fine mondo e passare al livello successivo.

Lineare anche la trama, che vedeva il protagonista intento nel contrastare il piano di conquista del mondo del perfido dottor Neo Cortex, il quale era in possesso di un raggio capace di conferire caratteristiche umane agli animali e che in passato aveva condotto alcuni esperimenti sullo stesso Crash.

Crash Bandicoot riesce però a fuggire dalla sua fortezza grazie all'aiuto di Aku Aku - una sorta di divinità dell'isola in cui è ambientato il gioco - che si rivelerà essere un valido alleato che lo aiuterà nel corso dell'avventura. Proseguendo nei vari livelli vi imbatterete infatti in casse di legno contenti diversi tipi di power up, dalle mele che vi permetteranno di guadagnare vite extra, sino ad una maschera che vi proteggerà dai colpi nemici.

L'importanza del gioco nello sviluppo del genere plaftorm fu innegabile, e dimostrò che era ancora possibile sviluppare dei titoli eccellenti senza doversi forzatamente aprire ad un mondo completamente tridimensionale come quello di Mario 64. In Crash Bandicoot, infatti, il giocatore non aveva alcun controllo sulla telecamera di gioco, ed i livelli erano impostati come delle sorte di sentieri da percorrere dall'inizio alla fine senza possibili deviazioni.

Arrivato sul mercato europeo nel novembre del 1996, Crash Bandicoot rappresentò un vero e proprio trampolino di lancio per la software house dei Naughty Dog che, dopo aver avuto un successo strepitoso su PlayStation, hanno continuato la loro evoluzione su PS2 dando vita al franchise di Jak and Daxter.

Con l'uscita di PlayStation3, invece, Naugthy Dog ha abbandonato il mondo “puffettoso” dei platform per iniziare a lavorare sulla trilogia di Uncharted, ad oggi una delle avventure virtuali più realistiche e spettacolari mai realizzate.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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