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La musica sveglia il tempo

Di Gabriele Scanziani, 07.06.13 Tra le righe

Consigliato dai Tipsy Road

Normalmente in questa rubrica non recensiamo saggi, ma in questo caso bisogna fare un'eccezione. Il bel libro di Daniel Barenboim è un vero e proprio capolavoro. L'autore parla di musica partendo dal presupposto che sia impossibile parlarne, poiché la musica va vissuta.

La cosa più bella è che non si tratta di un libro che si rivolge ai tecnici, Barenboim non intende far passare un messaggio agli specialisti, pare quasi più tentato di intrecciare i fili musicali con quelli dell'esistenza, esplorando i sentieri a cui conducono.

Nel corso della lettura, si può vedere l'autore confrontarsi anche con filosofi come Busoni o Locke riflettendo sul tipo di rapporto che potessero avere con la musica. In quale grande pensatore potrebbe incarnarsi la potenza e la libertà della musica? Anche questa domanda troverà una risposta nel corso della lettura.

Si tratta di un vero e proprio percorso della musica e con la musica. In primo luogo perché Barenboim veste l'arte dei suoni da protagonista nel corso di tutto il libro, evidenziando interessanti connessioni con l'esistenza dell'essere umano. In secondo luogo, queste connessioni consentono all'autore di mostrarci la musica nel suo sviluppo, durante il suo muoversi nel tempo scandendo i ritmi della storia umana.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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